| La stazione indossa l'abito da sera |
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| Scritto da Junio Tumbarello |
La stazione si trasforma in un living. Da semplice nodo d’interscambio di traffico e trasporto a luogo di confronto e scambio culturale. Centostazioni S.p.a, la società guidata dall’ingegnere Paolo Simioni nata dalla partnership tra Ferrovie dello Stato e la società Archimede 1, sta riqualificando 103 stazioni ferroviarie che appartengono alla storia del nostro Paese, per restituirle al loro naturale ruolo urbano, sociale ed economico. Sono numerosi gli edifici ferroviari situati nel cuore delle principali città italiane che sono al centro di una trasformazione in divenire che li sta restituendo ai cittadini e ai viaggiatori al massimo delle proprie potenzialità, sia come luoghi urbani di attrazione, sia come piazze di scambio animate dalla presenza di attività commerciali e terziarie. Un processo possibile grazie alla graduale liberalizzazione del settore, avviata dalle Ferrovie dello Stato a partire dal 2002, con la cessione di questi edifici da parte di Rete Ferroviaria Italiana, alla società Centostazioni per la loro ristrutturazione, valorizzazione e gestione. Sono già 47 le stazioni del network che sono state riqualificate e riaperte al pubblico; in 23 edifici sono in corso i lavori di restyling; 26 nuove progettazioni sono terminate ed è in corso lo sviluppo delle relative gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori a ditte esterne; infine, altre 7 progettazioni sono in fase di elaborazione per avviare nuovi cantieri. Un’innovativa idea di stazione caratterizza gli spazi interni e le strutture diventano più leggere e luminose grazie all’impiego di materiali come vetro e acciaio. Ne sono un esempio l’ascensore panoramico di Milano Porta Garibaldi, i lucernai e le boiseries di Alessandria, le nuove biglietterie di Trieste che uniscono alla trasparenza del vetro il pregio di basamenti e pareti in marmo, così come i pavimenti e rivestimenti interni degli edifici ristrutturati, realizzati in pietre naturali o ricomposte, a colorazione chiara. A cambiare è soprattutto il concetto di attesa: vengono individuati spazi di aggregazione, incontro e informazione dotati di ogni comfort, adeguata climatizzazione e illuminazione. Nel loro perimetro, lungo i percorsi da e per i treni, si ritrovano le funzioni tipiche di questi spazi urbani, grazie alla presenza di sedute, video informativi, ma anche di nuovi esercizi commerciali e servizi. L’operazione sta interessando gradualmente un network diffuso sul territorio nazionale, con 31 stazioni nel nord-ovest, 32 nel nord-est, 40 nel centro-sud e un patrimonio immobiliare di 1,5 milioni di metri quadrati, tra edifici centrali di stazione e aree ferroviarie circostanti. Superfici mediamente frequentate da mezzo miliardo di persone che ogni anno vi transitano e vi s’incontrano. Il piano di riqualificazioni in atto punta a modificare tale percezione attraverso una gestione innovativa delle stazioni rispetto al passato. Una gestione in grado di incrementare il controllo e l’analisi degli asset sul territorio, in modo da poter sviluppare le strategie più efficaci per un’adeguata valorizzazione degli edifici e delle attività al loro interno. A pochi anni dall’avvio di questa esperienza, la scelta si è rivelata più che appropriata, se si tiene conto degli importanti risultati raggiunti, grazie all’adozione di una logica industriale integrata in linea con i bisogni di utenti sempre più esigenti ed evoluti. Gli interventi in corso riguardano strutture “complesse”- edifici storici sottoposti a vincoli di salvaguardia dei beni architettonici e culturali o stazioni di più nuova concezione – di cui va rispettata la costante funzionalità e il regolare servizio anche durante i lavori di riqualificazione. Un patrimonio immobiliare così vasto e distribuito su tutto il territorio nazionale ha richiesto un’analisi attenta che consentisse di individuare un criterio di classificazione delle potenzialità di sviluppo delle singole stazioni. Una rilevante attenzione è riservata al recupero del valore architettonico di edifici storici e al restauro delle opere d’arte e sale di pregio che vi sono conservate, risalenti per la maggior parte alla metà del secolo scorso e di buon livello architettonico. Ne sono un esempio le stazioni di Napoli Mergellina, Trieste, Monza, Roma Ostiense, Livorno, con i loro spazi di pregio, che, una volta recuperati, sono stati messi a disposizione di istituzioni, enti e associazioni per manifestazioni culturali, mostre e altri eventi di interesse pubblico. Valorizzazione degli aspetti storico-architettonici, dunque, ma anche attenzione alla contemporaneità e al futuro, come testimoniato dalle nuove stazioni di Milano Porta Garibaldi (dove Stylo Rent a Car è in procinto di aprire una nuova sede operativa), Alessandria, Trieste Centrale, Udine, Padova caratterizzate da piazze e gallerie dotate di servizi ed esercizi commerciali di qualità. L’intervento di restyling, in questo caso, è stato impostato su una visione innovativa degli spazi: la razionalizzazione delle superfici disponibili, il recupero dei locali in disuso, la trasformazione funzionale degli ambienti e l’ottimizzazione dei percorsi per gli utenti hanno consentito di ricavare nuove aree pubbliche da “vivere”. Centostazioni nasce nel 2002 dalla partnership tra Ferrovie dello Stato e Archimede 1, società di azionisti privati con capofila SAVE, Aeroporti di Venezia e Manutencoop, aziende leader, rispettivamente, nella gestione e sviluppo di infrastrutture di trasporto e di servizi di Facility agli immobili. Sulla base di un contratto della durata di 40 anni stipulato con Ferrovie dello Stato, la Società è impegnata, con un investimento complessivo di 200 milioni di euro, nella gestione integrata di immobili ferroviari che vengono ristrutturati, ripensati e messi a disposizione di viaggiatori, utenti e cittadini. |