| Siviglia linea di confine tra Oriente e Occidente |
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| Scritto da redazione |
![]() Siviglia è sinonimo di Andalusia, cioé la parte più calda della penisola Iberica. Qui l'estate raggiunge picchi di caldo davvero elevati e l'aria condizionata più che un optional è diventata una necessità . Ma la città andalusa rappresenta anche l'estremo esotico dell'Europa occidentale, dove non si può non tener conto della presenza musulmana. Ovunque sono presenti tracce, nonostante la riconquista cattolica abbia cercato di spazzarne via i simboli.
La Giralda, innanzitutto: una volta Minareto di una moschea, oggi è il simbolo della città . Sulla sommità so trova la statua che simbolizza la fede e che funge da banderuola (Giralda, appunto), dando così il nome alla torre. E poi ancora la statua prese il nome di Giraldillo. Si scende dalla torre e si entra nella cattedrale che si erge imponente e maestosa. È la più grande della Spagna e la terza del mondo cristiano. Nel 1401 il clero spagnolo si diede una missione: "Dobbiamo costruire un edificio guardando il quale le generazione future penseranno a noi come dei pazzi". E così è stato. La cattedrale sorge sull'antica moschea e ha una pianta pianta interna di 116 metri di lunghezza per 76 di larghezza. Divisa in cinque navate con il punto più alto che raggiunge 56 metri. La sobrietà esterna della struttura non rende l'idea dei tesori che custodisce al suo interno, a partire dal mausoleo di Cristoforo Colombo. Nella navata centrale, inoltre, spicca la cappella Maggiore che contiene un immenso retablo (la pala dell'altare), l'opera più significativa della cattedrale.
Siviglia è un assoluto melting pot, una miscela costante di culture diverse. Lo si vede nel Barrio di Santa Cruz che ha mantenuto la sua struttura moresca, un dedalo di viuzze costeggiate da facciate bianche e ocra. Ma si percepisce anche nei continui simboli cristiani che spiccano a ogni angolo. Ed è proprio passeggiando che si imbatte in un antico palazzo del XVI secolo che ospita un hammam aperto fino alle 2 di notte. Tra un massaggio e l'altro vale al pena di sorseggiare delle tante varietà di thè che arrivano da ogni parte del mondo. Sempre a piedi e in pochi muniti si arriva al Guadalquivir, il fiume che attraversa la città . Sulle sue rive spicca la Torre del Oro, costruita dagli Almohadi per controllare la navigazione sul fiume, che a quanto pare trae il suo nome dal fatto che un tempo era ricoperta da maioliche dorate. Infine l'arena della Real Maestranza, una delle più antiche del mondo con una capienza di 12.500 posti, dove al suo interno si trova il museo Taurino. Imperdibile, infine, la Semana Santa: sette giorni (dalla domenica delle Palme a Pasqua) durante i quali la città si immerge completamente in un'atmosfera in cui religiosità e festa si fondono. Un mare di gente - circa 500mila persone - che si riversano nelle strade, tra processioni delle 50 confraternite che fanno rivivere la passione di Cristo. Durante quella del Corpus Christi, migliaia di fedeli si concentrano nelle strade, adornate di juncia e rosmarino, per ricevere il Corpo di Cristo. Dalla Semana santa si passa alla Feria de Abril, quest'ultima meno simbolica e decisamente più ludica, si svolge durante la seconda metà di aprile, nel Real de La feria, a sud ovest della città . Sei notte dedicate al mangiare, bere, ballare e parlare fino a tarda notte.      |