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Slow food va a scuola con Orto in condotta PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisabetta Cannone   
Il logo dell'iniziativa Orto in condottaUn gioco di parole che diventa un modo nuovo di fare scuola e di vivere la natura. Si chiama "Orto in condotta" ed è il progetto di Slow food diffuso in duecentoventiquattro scuole in tutta Italia che coinvolgendo migliaia di bambini. In molti infatti non sanno ad esempio come e da dove nascono i cibi che mangiano, e che per coltivarli bisogna lavorare la terra. Un successo, quindi, quando alla fine dell'anno scolastico non solo mangiano ciò che loro stessi hanno seminato, curato nella crescita e poi raccolto, e riescono perfino a consigliare le loro mamme durante la spesa al supermercato a scegliere i prodotti migliori.

I piccoli contadini che si sono appassionati di più si dedicheranno anche alla semina delle verdure invernali: cavoli, spinaci e broccoli. Di certo lo faranno gli alunni dell'Aquila e di Camarda, che già in primavera avevano partecipato al progetto "Dieci orti in dieci tendopoli". "Un'idea nata subito dopo l'emergenza terremoto - racconta Monica Petronio, volontaria arrivata in Abruzzo dalla Condotta Slow Food di Terni -, per dare un segno concreto di speranza e di ricrescita. Mentre si sgomberavano le macerie, noi aiutavamo i bambini a piantare zucchine, melanzane, pomodori e insalata, accompagnate dai fiori che combattono i parassiti - continua la volontaria -. È stato straordinario vedere la naturalezza con cui i bambini si sono appassionati a questi gesti semplici, tra le tende degli sfollati".
Obiettivo e successo di "Orto in condotta" è proprio cambiare il modo di vivere e relazionarsi con la natura, imparare ad avere un diverso rapporto con il cibo e riconoscere un valore alla biodiversità e al rispetto dell'ambiente.

"È forse il progetto meno visibile di Slow Food, ma per molti aspetti il più importante - conferma il presidente nazionale Roberto Burdese -. La nostra associazione si basa su due pilastri: la salvaguardia della biodiversità e l'educazione. Cominciare dai bambini è la cosa migliore, perché si porteranno dietro questa esperienza per tutta la vita".

E se a Bra, casa madre di Slow Food, l'orto didattico è stato realizzato da un gruppo di nonni-volontari direttamente nel cortile del Museo civico di storia naturale "Craveri", nel comune poco distante di Fossano, sono sette le scuole coinvolte tra elementari e medie.
E fra i progetti futuri c'è l'idea di estendere l'iniziativa anche negli asili.



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