| Il vino forte attrattiva turistica |
|
|
|
| Scritto da redazione |
Il vino rappresenta un'attrattiva molto forte per il turismo. Lo conferma il "Secondo il Rapporto Città del Vino". Prossimità , short break, convenienza e accessibilità sarebbero le caratteristiche che rendono il turismo enogastronomico una nuova tendenza, superata ormai la fase iniziale di pratica di "nicchia"; un'abitudine scarsamente influenzata dall'andamento dell'economia, dei redditi e dei consumi generali. "Se il turismo enogastronomico è la principale voce di stabilità dell'intero comparto, capace di portare vantaggi a tutti, dalle aziende alla ristorazione, alla ricettività , ai grandi e piccoli comuni, è evidente che il settore ha bisogno di più attenzione, ma a tutt'oggi i fondi destinati continuano a scarseggiare - afferma il presidente delle Città del Vino Giampaolo Pioli - È necessario fare sistema, con strategie di marketing territoriale ed interventi finanziari mirati, per affrontare le sfide della competitività e sviluppare il ruolo dell'enoturismo a vantaggio delle economie locali".Il Rapporto dell''Osservatorio sul turismo del vino in Italia' delle Città del Vino, realizzato dal Censis Servizi Spa è stato presentato a Bit 2010, nell'ambito della Commissione per la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico del Ministero del Turismo, alla presenza del ministro Michela Vittoria Brambilla. Sono stati oltre 20 milioni gli italiani che nel 2009 hanno fatto attività turistiche legate all'enogastronomia, che hanno visitato cantine (13 milioni), vigneti (12 milioni), hanno seguito percorsi lungo le strade del vino (8 milioni) o hanno scelto ristoranti in base alla varietà dei vini (5 milioni) oppure hanno partecipato a sagre enogastronomiche (17 milioni). In totale si tratta di un incremento del 20 per cento rispetto all'anno precedente.
È un gruppo di turisti che segue amatorialmente il prodotto enologico, anche se i turisti del vino veri e propri sono considerati i veri intenditori. Tra gli estimatori dei percorsi enogastronomici più del 70% del campione ha viaggiato con questa motivazione almeno una volta nell'anno, circa due terzi sono repeaters e il rapporto Censis ha motivo di ritenere ci sia ancora un bacino di quasi 3 milioni di potenziali turisti enogastronomici che potrebbero fare un viaggio a breve seguendo questa istanza. Tra le mete prescelte nell'anno appena trascorso appaiono naturalmente le regioni che da sempre hanno mostrato vocazione alla produzione del buon vino: in testa alla classifica compare la Toscana, visitata dal 44 per cento degli enoturisti, poi viene il Piemonte con il 20 per cento; nelle nuove mete dell'anno si affermano il Veneto che con il 12,5 per cento delle preferenze supera l'Umbria (9,2 per cento) e la Puglia (7,3 cento); raccolgono sempre più consensi il Trentino Alto Adige al Nord e Sicilia a Sud. Sono soprattutto i grandi eventi organizzati nella Penisola, pare, a spingere questo tipo di viaggi. Tra questi i più importanti, seguiti e conosciuti, sono il Vinitaly, seguito da Cantine Aperte, Calici di Stelle, Benvenuta Vendemmia. Nei circuiti del vino italiano sono inseriti 1.500 comuni italiani, presenti nei territori coltivati a vigna. Tra i sindaci interpellati il 60 per cento dei primi cittadini considerano le risorse a loro disposizione estremamente scarse. L'incremento del turismo secondo il filone del gusto e di Bacco passerebbe secondo gli amministratori locali in primo luogo attraverso campagne promozionali di comunicazione, anche se fanno parte delle strategie di incentivo anche l'ideazione di eventi locali, così come la creazione di itinerari. Sarebbe necessario secondo gli operatori anche una efficace formazione degli addetti, ma non ultimo sarebbero utili interventi finalizzati a salvaguardare le risorse paesaggistiche che fanno da necessario contorno al turismo enogastronomico.       |