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Un dato interessante emerso da quest'ultima edizione della Bit è stata la voglia di viaggi low-cost, di itinerari slow e offerte week-end. Come quelli, d'altronde, che anche Utility Magazine propone periodicamente sia sulla rivista che online, grazia al sito utilitymagazine.it. Una tendenza che ha avuto il sopravvento a causa della crisi, con l'offerta turistica che si adegua, grazie a una varietà di pacchetti e soggiorni mordi e fuggi. D'altra parte, come mostrano anche i dati di Unioncamere-Isnart diffusi nei giorni scorsi in occasione del salone, gli italiani stringono la cinghia ma non rinunciano alle vacanze. I lunghi periodi di vacanze, infatti, vanno sempre più a essere sostituiti da due massimo tre giorni di soggiorno. Periodi brevi quindi, che gli operatori del settore cercano di valorizzare con offerte mirate frutto anche di una buona dose di creatività . È questo ad esempio il caso dei soggiorni brevi promossi da numerose strutture del Veneto, della Puglia e della Liguria,
che mirano a valorizzare la conoscenza del territorio attraverso percorsi di mountain biking: un metodo originale per unire relax e voglia di sport, a un costo non superiore ai 250 euro.
Utility, in linea con il proprio piano di distribuzione, parteciperà nel corso dell'anno - come è accaduto in occasione di Piazza di Siena, i Mondiali di Nuoto e la coppa del Mondo di Sci Alpino Femminile a Cortina - ad altri prestigiosi eventi di carattere sportivo, mondano e culturale. Utility Magazine sarà presente a Padova in occasione di "Vacanze Week-end 2010" in programma il 6 e 7 Marzo, ma anche al Lingotto di Torino per "Vacanze Week-end Tour", previsto il 20 e il 21 marzo. Tra le altre cose, a Ottobre 2010, saremo presenti al TTI (Travel Trade Italia) di Rimini, un evento che promuove il turismo italiano nel mondo.| Nicola Legrottaglie: un atleta nelle mani di Dio |
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| Written by Giuseppe Leone |
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There are no translations available. Gioca in serie A da otto anni, è il difensore centrale della Juventus e della Nazionale ed è...un atleta di Cristo. Stiamo parlando di Nicola Legrottaglie, che, tra calcio e fede in Gesù, ha raccontato ad Utility Magazine alcuni passaggi importanti della sua carriera da calciatore legata a doppio filo a un percorso intimo e spirituale, che nel 2006 gli permette di cambiare vita e di tornare a giocare a calcio a ottimi livelli, dopo un periodo difficile. Oggi Nicola Legrottaglie fa parte del movimento "Atleti di Cristo", che mette insieme sportivi di tutte le discipline che hanno in comune l'amore per Gesù e di cui fanno parte anche Kakà e altri giocatori della serie A, come i calciatori del Palermo, Rubinho e Cavani. La carriera di Legrottaglie comincia con la vittoria del torneo Primavera di Viareggio nel 1994, quando giocava nelle giovanili del Bari.
Il tuo esordio in serie A, invece, il 14 ottobre del 2001, a Brescia. "Già e quella partita è stata per me il coronamento di un sogno. Quella gara finì 2-2. Niente male come esordio dato che di fronte mi sono ritrovato subito come avversario uno dei più grandi di sempre del calcio italiano, Roberto Baggio". Tornando a oggi, quali sono i tuoi obiettivi e quelli della Juventus per questa stagione? "Personalmente mi prefiggo sempre di dare il massimo in campo e mi sento pronto per farlo. Per quanto riguarda la Juve, questo club ogni anno non può non pensare di vincere tutto. All'inizio di ogni stagione questa società parte con l'intenzione di vincere in tutte le competizioni a cui partecipa. In più, rispetto alle ultime stagioni, quest'anno, ci sentiamo di essere alla pari con tutte le altre squadre e, quindi, pronti a giocarcela con tutti".
"È ancora molto presto per parlare dei mondiali. Abbiamo staccato il biglietto per il Sud Africa con un turno di anticipo e io e i miei compagni siamo molto felici di questo traguardo appena raggiunto. La mia unica speranza è che il gruppo arrivi all'appuntamento in condizioni fisiche e mentali ottimali per affrontarlo al meglio". Passato e presente. Parliamo un po' del tuo futuro. Hai già pensato a cosa farai una volta terminata la carriera da calciatore? Ti piacerebbe rimanere nel mondo del calcio? "Non so ancora di preciso cosa farò dopo aver smesso di giocare, ma sono sereno perché so che la mia vita è nelle mani di Dio. Di sicuro mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio. Da dirigente, da manager, o magari da allenatore, non saprei. Certamente userei il mondo del calcio come strumento per trasmettere quei valori che oggi sento fortemente miei grazie alla fede in Gesù agli altri. In questo mondo mi conoscono in molti. Sanno come sono e sanno quali sono i miei valori. Se ci sarà qualcuno che vorrà lavorare con me, saprà dove trovarmi". Il tuo avvicinamento alla fede è coinciso con il periodo più difficile della tua carriera, dal quale poi sei uscito più forte di prima proprio grazie all'amore per Gesù. Cosa ha significato in quel momento la "scoperta" di questa fede in Gesù e cosa significa oggi? "Gesù cambia il tuo cuore. In quel momento ho incontrato persone che mi hanno cambiato la vita. Oggi posso dire assolutamente in meglio. Mi hanno inculcato valori fondamentali per vivere bene. Tutto ciò mi ha portato a lasciare ad abbandonare cattive frequentazioni. Oggi mi sento pronto per trasmettere quei valori, che oggi fanno parte della mia vita, a chi non li conosce". Nel gennaio del 2005, sei stato ceduto in prestito dalla Juve prima al Bologna e poi al Siena. Da quel momento è partita la tua rinascita. Hai mai pensato «Spero di tornare alla Juve per prendermi una rivincita personale»? "In quel periodo non ho mai pensato di ritornare alla Juve. Semmai credevo che non ci sarei mai più tornato. Poi ho incontrato Gesù e tutto è cambiato. Tutto si è disegnato in maniera naturale per me. Si è prospettata l'ipotesi di tornare alla Juventus e ho sfruttato al meglio questa seconda occasione. Alla fine è stata più una vittoria personale che una rivincita". Oltre che alla tua carriera da calciatore, la fede in Gesù ha portato a un cambiamento radicale anche nel tuo rapporto con le donne. "Ho imparato che la donna va trattata come 'un vaso prezioso', come è scritto sulla Bibbia. Prima frequentavo una ragazza dopo l'altra, solamente per soddisfare le mie esigenze fisiche. Ho capito, avvicinandomi a Gesù, che facendo così, oltre che mancare di rispetto alle donne che ho frequentato, mancavo di rispetto prima di tutto a me stesso. Il piacere fisico è una trappola che può portare a disastri interiori e familiari. Comportandosi in questo modo, inoltre, non si potrà mai essere pronti ad amare qualcuno. Io spero di conoscere presto la donna della mia vita, una donna che sia la mia sposa e la madre dei miei figli. Quando sarò sicuro di averla incontrata, sarò pronto a donarmi esclusivamente a lei". Concludiamo con una curiosità calcistica. Tre nomi. L'attaccante più forte che hai dovuto affrontare, il difensore più bravo che hai avuto a fianco e il miglior talento che hai avuto in squadra. "Per quanto riguarda l'attaccante e il talento, il nome è uno solo: Ibrahimovic. È un campione assoluto, un giocatore completo. Uno capace di risolverti la partita da solo. Cannavaro e Nesta sono, invece, i difensori più forti con cui abbia giocato. In prospettiva, invece, credo che Chiellini diventerà uno dei più forti difensori al mondo e un punto fermo della Nazionale".  |
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