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Gusti inediti per palati scientifici, Segreti, volti e ricette ai confini del piatto |
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Written by Manuela Laiacona
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UTILITY PROVA A RACCONTARVI LA CUCINA MOLECOLARE LUNGO UN ITINERARIO NEL’AVANGUARDIA GASTRONOMICA MONDIALE FATTO DI TORTE FRATTALI E ROMBI ASSOLUTI. DALLA SICILIA A CHICAGO, ALLA RICERCA DI UN’ESPERIENZA MULTISENSORIALE OLTRE I CONFINI DEL GUSTO. AL POSTO DELLE PENTOLE GLI ALAMBICCHI: OBBLIGATORIO DIMENTICARSI TUTTO CIÒ CHE VIENE DAI FORNELLI E APRIRSI A UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE IL CIBO
C’è chi la considera un bluff e chi invece è disposto a prenotare un tavolo un anno prima per poterne fare esperienza. Parliamo della gastronomia molecolare o cucina creativa o sperimentale. Quell’avanguardia culinaria di cui è difficile dare una definizione o tracciarne i confini, sempre altalenante tra estro e scienza. Un fenomeno esploso sotto i riflettori di tutto il mondo qualche anno fa, anche sotto quelli dell’inchiesta giornalistica che ne ha svelato contraddizioni e limiti. A chi oggi non dice nulla il nome di Ferran Adrià o di Eston Blumenthal? I guru della sperimentazione, che della cucina hanno fatto il quartier generale della chimica e della fisica. Anarchici del gusto o semplicemente giocherelloni, sta di fatto che questi due chef hanno stravolto le leggi dei fornelli e tracciato un nuovo modo di vivere e concepire i sapori, tra croccanti, creme, gelatine e schiume. Mangiare al loro ristorante significa andare oltre i confini del piatto per ritrovarsi in luoghi sensoriali al limite della fantascienza. Sì, perché potrebbe sembrare fantascienza il gelato estemporaneo all’azoto liquido, l’uovo crudo coagulato con l’alcol, e ancora il pesce cotto nello zucchero. Invece si tratta nient’altro che d’ingredienti naturali elaborati sfruttando le alterazioni fisico-chimiche e tutti quei meccanismi a cui vanno incontro gli ingredienti durante la preparazione di una pietanza.
Così da Barcellona, tra i cui vicoli del centro si nasconde “El Bulli”, il tempio di Adrià, chiuso fino al 2012, a Bray on Thames, piccola frazione di Londra dove il giovane Eston Blumenthal dà sfogo alle sue sperimentazioni, si traccia l’asse di questa ultima frontiera del gusto. Ma è solo il punto di partenza per chi voglia capire cosa sia la cucina molecolare. Il viaggio lo si può fare partendo proprio dalla Sicilia, da Erice, dove nel 1990 si è tenuto il battesimo ufficiale di questa filosofia del gusto in occasione dell’Atelier Internazionale della Gastronomia Molecolare, e dove ogni anno si riunisce un vertice di scienziati della cucina. Poi, lasciata la provincia trapanese è d’obbligo fermarsi nel Ragusano, e fare tappa ai tavoli de “La Madia” di Pino Cuttaia, pluristellato Michelin, per scoprire come l’uovo sodo servito nel piatto in realtà sia una seppia. A Ragusa Ibla invece ci si può sedere ai tavoli al Duomo di Ciccio Sultano. Dove le sue creazioni non vanno in scena su un piatto, bensì su un cucchiaio. In uno spazio di neanche tre centimetri lo chef costruisce imponenti architetture di sapori. Basti pensare che arriva ad armonizzare oltre dieci alimenti. Proseguendo sulle orme della creatività si percorre lo stivale verso nord. A Roma regna Heinz Beck nel suo ristorante “La Pergola” all’interno dell’Hotel Hilton. Dalla capitale, continuando a salire, si scopre che a Bellagio c’è il Mistral. Più che un ristorante un laboratorio sperimentale, dove tiene banco Ettore Bocchia con la consulenza di Davide Cassi, docente di Fisica della Materia all’Università di Parma. Da questa fucina escono piatti mozzafiato come il rombo assoluto cotto nello zucchero, la cagliata di uovo o la crema di cocco con cialde al nero di seppia.
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In viaggio 7 milioni di italiani, inizia l'esodo estivo |
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Written by Redazione
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L'estate entra nel pieno. Traffico in aumento sulla rete stradale e autostradale italiana nel pomeriggio di venerdì, il primo giorno del grande esodo verso le località di mare e villeggiatura. Sono 7 milioni gli italiani a mettersi in viaggio questo weekend, secondo l' Osservatorio di Milano. Qualcuno, in realtà, si è messo in marcia già giovedì, viaggiando nella notte, con traffico molto sostenuto soprattutto sulla Autostrada del Sole, direzione sud. Partenze sotto la pioggia dall'Italia centrale, colpita da maltempo e temporali. Qualche disagio si è verificato a causa di incidenti. Nel pomeriggio sulla A3 Salerno-Reggio Calabria - dove il traffico è intenso, un camion ha perso parte del carico di pomodoro in carreggiata nord, all'altezza dello svincolo di Contursi. Nella mattinata, invece, Autostrade per l'Italia segnalava un incidente sull'A26 Genova Voltri-Gravellona Toce, al km 14 in direzione sud, con coda tra Ovada e Masone; sull'A1 al km 655, tra Ceprano e Ponte Corvo verso Napoli; sull'A14 Bologna-Taranto al km 314 verso sud, con una coda di 3 km. Code sono state segnalate anche sull'A8 Milano-Varese, tra Busto Arsizio e Castellanza al km 18 in direzione Milano per un veicolo in fiamme.
METEO - Il traffico, in aumento dal primo pomeriggio di venerdì, dovrebbe essere intenso almeno fino alle 22. Secondo l'Anas, le tratte più congestionate saranno la A3 Salerno-Reggio Calabria, la strada statale 1 Aurelia, la Romea e la strada statale 106 Jonica. Con qualche buona notizia: il blocco della circolazione dei mezzi pesanti dalle 16 a mezzanotte (dalle 7 alle 23 sabato, e dalle 7 alle 24 domenica) e l'apertura della terza corsia dell'A14 tra Ancona Sud e Porto Sant'Elpidio. «Bollino nero» invece a partire da sabato mattina e per tutta la giornata. Il traffico dovrebbe intensificarsi sulla A1 (da Milano a Napoli) e sulla A14 Adriatica (da Bologna ad Ancona), i tratti liguri verso le riviere di Ponente e Levante, l'A4 in direzione Venezia. Flussi elevati anche sull'A3 Napoli-Salerno e sull'A30 Caserta-Salerno verso la Calabria. Traffico sostenuto, infine, ai valichi di frontiera con Slovenia, Francia, Svizzera ed Austria, sia in uscita dall'Italia che in entrata per l'arrivo di numerosi turisti stranieri.
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Cous Cous Fest: dal 21 al 26 settembre la 13ma edizione con chef da 8 paesi |
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Written by Redazione
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È all'insegna dello slogan " What a colorful world" la prossima edizione del Cous Cous Fest, il Festival internazionale dell'integrazione culturale in programma a San Vito Lo Capo (Trapani) dal 21 al 26 settembre 2010. L'evento, che giunge quest'anno alla sua tredicesima edizione, celebra un confronto tra paesi dell'area euro-mediterranea e non solo, prendendo spunto dal cous cous, piatto della pace comune a moltissime culture. La manifestazione, organizzata dal Comune di San Vito Lo Capo in collaborazione con l'agenzia Feedback e i main sponsor Banco di Sicilia Unicredit Group ed Electrolux Professional, si ispira ad un mondo pieno di colori, un " colorful world" dove convivono le differenze tra culture, popoli e tradizioni, lo spirito appunto della rassegna sanvitese che vede come protagonista il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione Melaverde, al timone per il secondo anno consecutivo della giuria di giornalisti che valuterà i cous cous in gara, sarà affiancato quest'anno dalla conduttrice di Linea Blu, Donatella Bianchi e dalla giornalista del Gambero Rosso Laura Ravaioli, esperta di food.
La gara gastronomica di cous cous Otto paesi in una "sfida" ad eliminazione diretta
Momento centrale dell'evento sarà, come di consueto, la gara gastronomica internazionale. Una competizione che, più che altro, è un confronto amichevole tra chef di paesi diversi che interpretano il cous cous secondo le proprie tradizioni. L'Italia, vincitrice dell'edizione 2009, con una ricetta di cous cous di pesce con finocchietto selvatico e medaglione di mostella, dovrà difendere il suo titolo confrontandosi con altri sette paesi dell'area mediterranea e non solo: Costa d'Avorio, Francia, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia che si affronteranno proponendo il cous cous cucinato secondo la propria tradizione gastronomica. Gli chef, secondo la formula che ha debuttato lo scorso anno, si affronteranno in "sfide" ad eliminazione diretta durante le quali potranno votare anche i visitatori del festival che parteciperanno alla giuria popolare, composta da circa cento persone, che esprimerà il proprio voto con palette numerate. A questa si affiancherà il voto segreto espresso dalla giuria tecnica, composta da giornalisti, scrittori ed opinion leader del mondo dell'enogastronomia. In gara per l'Italia una delegazione composta da due chef sanvitesi, Antonella Pace (capo delegazione) e Vito Miceli, moglie e marito, insieme ad Ivan Scebba, giovane chef palermitano, figlio d'arte, che ha vinto le selezioni nazionali che si sono svolte al Cous Cous Fest Preview, l'anticipo dell'evento che si è svolto i primi di giugno San Vito Lo Capo e ha visto confrontarsi, in una gara di cous cous, sei chef nazionali selezionati tra le candidature ricevute da tutta Italia, per contendersi la partecipazione alla squadra italiana dell'edizione 2010.
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Va in scena a Segesta La palma clandestina di Sabah Benziadi |
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Written by Redazione
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Uno spettacolo per raccontare con la poesia della danza e del canto la storia della palma martoriata dal punteruolo. Uno spettacolo unico che porta la firma della ballerina e coreografa Sabah Benziadi. Lo spettacolo, che va in scena a Segesta in prima mondiale, il 7 agosto alle 21, trae spunto dalla drammatica epidemia del rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso delle palme), causa della distruzione della maggior parte delle palme in Italia e nel bacino Mediterraneo, si articola in maniera lineare, caratterizzandosi con un forte simbolismo. Sette coreografie "raccontano" la parabola esistenziale di una palma "clandestina": la nascita, la crescita, lo sradicamento, il trasporto verso una nuova terra, la morte e la rinascità, dando spunto ad una profonda riflessione sulle condizioni dell'ambiente e sull'attuale precario stato di salute del nostro pianeta che vede l'uomo impotente al cospetto di virulenti fenomeni di distruzione, come virulento è il punteruolo rosso, capace di distruggere i fieri alberi di palma.
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Written by Simona Bua
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Il gatto rincorre il topo, il pipistrello va alla ricerca di zanzare, il gabbiano mangia le sardine, la tartaruga si nutre di meduse, il coccodrillo azzanna gli gnu, il lupo divora gli agnelli. L'homo sapiens caccia la qualsiasi. È la legge della sopravvivenza. D'accordo. Ma quando il predatore, in questo caso il più evoluto tra tutti, finisce per trovare le sue prede già confezionate e tagliate a piccoli pezzi sul banco frigo di super(mega)mercati o disposte in minuscole scatolette di latta sugli scaffali della bottega sotto casa, ignorando pure la forma, le dimensioni e le abitudini di quegli esseri in natura, allora vuol dire che, forse, nel meccanismo della sopravvivenza c'è qualcosa che non va come dovrebbe.
Tra i migliaia, milioni di esemplari in via di decimazione brutale a causa della caccia, ormai innaturale, condotta dal più "intelligente" degli animali (tanto intelligente da essere l'unico a sapersi e volersi autodistruggere), ce n'è uno di cui mi preme particolarmente raccontare le vicende; le vicende sino all'incontro con l'uomo. È la storia di un viaggio antico, un "cunto" che cavalca i secoli, sprofonda negli abissi, e riemerge nei canti di Omero, nelle pagine di Eschilo ed Erodoto, nei trattati di Strabone, di Plutarco, una storia che ha come protagonista il signore del Mare Nostrum: il Thunnus Thynnus.
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Dal 6 al 15 agosto il festival di ecologia e solidarietà |
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Written by Redazione
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Legambiente è l'associazione ambientalista più diffusa in Italia: dalle Alpi a Lampedusa sono oltre 1.000 i circoli locali e 20 i comitati regionali che quotidianamente si occupano del proprio territorio portando avanti vertenze e attività di informazione e sensibilizzazione.
Legambiente lotta contro l'abusivismo edilizio con risultati concreti come l'abbattimento di ecomostri come il Fuenti e le ville catanesi del Simeto, svolge attività di denuncia nei confronti di progetti e problemi che costituiscono una minaccia per l'ambiente e ha smascherato per prima le azioni criminali delle ecomafie (coniandone il termine) così contrastando tutte le forme di illegalità ambientale. Promuove la pace, la solidarietà e la cooperazione allo sviluppo , è attiva nella protezione civile, pubblica dossier e rapporti sullo stato dell'ambiente in Italia, denunciandone le incompatibilità, facendo classifiche e suggerendo azioni concrete. Negli ultimi anni Legambiente organizza sempre più di frequente vere e proprie raccolte fondi dedicate alle situazioni di crisi internazionale. Grazie ai fondi raccolti l'associazione riesce ad intervenire concretamente per sostenere le vittime di disastri naturali, le popolazioni ostaggio di povertà e malattie, i bambini bisognosi di aiuto.
Festambiente è uno dei maggiori appuntamenti europei dedicati all'ecologia e la solidarietà. Il festival é organizzato da Legambiente , la più grande e diffusa associazione ambientalista italiana, impegnata quotidianamente nella battaglia contro l'inquinamento e per la difesa dell'ambiente e della salute dei cittadini, attiva da sempre con campagne nazionali di informazione e sensibilizzazione.
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A Palermo, taglio del nastro per il primo trenino turistico |
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Written by Stefano Boldretti
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Adesso anche il capoluogo siciliano ha il suo trenino turistico. Un'utile e simpatica iniziativa che potrà servire a far conoscere Palermo ai viaggiatori che decidono di visitare la città siciliana. Il trenino partirà più volte al giorno dal capolinea di via Francesco Crispi, proprio all'ingresso del porto palermitano e consentirà la visita, rimanendo a bordo, di ventuno luoghi importanti lungo un interessante itinerario storico monunementale. Ogni corsa durerà circa 35 minuti, traffico permettendo, e toccherà nell'ordine: via Emerico Amari, il teatro Politeama, via Dante (all'altezza del civico 49/50), piazza Castelnuovo, via Ruggero Settimo, piazza Verdi con lo splendido teatro Massimo, via Maqueda, i Quattro Canti, corso Vittorio Emanuele, via Maqueda, piazza Bellini con la chiesa della Martorana, discesa Dei Giudici, via Roma all'altezza di piazza San Domenico, via Cavour, piazza XIII Vittime e il Castello a Mare.
Per il taglio del nastro che si è svolto stamani a Palermo è stato distribuito il numero estivo di Utility Magazine. È stata anche l'occasione per presentare alle personalità presenti il navigatore Colombino, la prima guida turistica elettronica. Sono innumerevoli, infatti, le iniziative e gli sbocchi che, avendo a denominatore comune il turismo e la promozione delle bellezze del territorio, potranno mettere letteralmente in comunicazione gli itinerari di Colombino e i tour proposti dalla Tourist Service.
Il trenino turistico è un'iniziativa della società cooperativa Tourist Service. La Tourist Service nasce nel 2006 dall'idea di alcune persone che vedevano, nel mondo del turismo, la possibilità di intraprendere un'attività lavorativa per dare un servizio al turista. Oggi, la Tourist Service, svolge la propria attività a Catania. Il giro turistico, che compie il trenino a Catania, è lungo circa sei chilometri e si svolge in 30-35 minuti anche nella città del Liotru.
 Anche nella città all'ombra dell'Etna, il tour garantisce l'attraversamento del centro storico e la visione dei palazzi più importanti, delle Chiese più illustri e anche dei monumenti storici e archeologici: un percorso che si può ben definire un giro turistico e culturale della città storica, monumentale, archeologica e religiosa.
In tutti e due gli itinerari proposti a Palermo e Catania, una hostess di bordo illustra e descrive tutti i monumenti che si incontrano nel il percorso. A Catania, una buona capienza di circa 60 posti permette anche ai gruppi organizzati di usufruire del trenino che parte dal Duomo, mentre a Palermo i posti sono 48. Il trenino turistico, viene anche usato per le escursioni scolastiche, permettendo anche ai più giovani di conoscere le due città siciliane.
Al taglio del nastro del primo tour palermitano del trenino turistico erano presenti autorità del mondo politico, amministrativo e religioso siciliano. Tra gli ospiti, a parte l'amministratore della Tourist Service, Giuseppe Caruso, e gli altri soci della società cooperativa, erano presenti l'ingegnere Vincenzo Meola, inventore del progetto Colombino, la prima guida turistica elettronica e l'ingegnere Nunzio Salfi, funzionario del Servizio Traffico del Comune di Palermo. Il trenino è operativo ogni giorno dalle 9 alle 21 e il prezzo è di 8 euro per gli adulti e di 4 euro, la tariffa prevista per il ridotto. I turisti potranno comprare il biglietto e prenotare il tour nelle agenzie di viaggio, a bordo delle navi da crociera che attraccano nel porto del capoluogo siciliano, oltreché naturalmente sul trenino stesso.
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The freitag trip: antologia di un viaggio minimale |
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Written by Andrea Vinci - foto di Elena De Francisci
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Ultimo giorno di aprile, aeroporto internazionale di Frankfurt Hahn, 10 °C, nuvoloso, vento moderato: la primavera qui è pieno autunno. La fermata del bus dista quasi un chilometro dal terminal: a grandi passi mi porto in testa all'infinita fila di turisti, con annessi trolley e borsoni formato famiglia, attirandone gli sguardi stanchi. Mi chiedo quanta fatica sia dovuta al viaggio, e quanta allo sforzo per stipare un intero guardaroba in uno spazio adeguato a un bagaglio da stiva e uno da cabina. Io ho una sola borsa e non pochi vantaggi. Niente coda al check-in, controlli di sicurezza indolore, nessuna paranoia sull'incerta sorte di valigie affidate al fedifrago adesivo biancoverde. Senza dimenticare l'ammirazione delle hostess, che hanno l'ingrato compito di ricordare la politica ormai universale sul singolo bagaglio a mano, con buona pace delle signore costellate di borse, trousse, pochette e altri francesismi in eccesso. Il ruolino di marcia prevede due tappe stabilite, Heidelberg e Freiburg, e un paio di escursioni nei dintorni; ma quando si hanno pochi giorni a disposizione il must è non esagerare. E la scelta di una Freitag come compagna di viaggio è in perfetta sintonia con questo principio.
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Jungfraubahn, il treno più alto d'Europa |
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Written by Redazione
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Avete mai sognato di toccare il cielo con un dito? Beh, per chi vuole realizzare il proprio sogno e arrivare in alto, nel blu dipinto di blu, adesso basta acquistare un biglietto. E non parliamo di un biglietto per il paradiso, bensì quello dello Jungfraubahn, la ferrovia più alta d'Europa, nella regione Jungfrau in Svizzera.
Questo è uno di quei viaggi da fare anche solo per il piacere di viaggiare, perché il tragitto è talmente bello da mettere in ombra la destinazione. Questa linea ferroviaria, raggiungibile in sole tre ore da Milano, entrando in Svizzera da Como-Chiasso, viaggia a 4000 metri sul livello del mare.
Se il vostro ultimo ricordo ferroviario è un vagone letto antidiluviano o - per i più fortunati - un comodo tragitto in Eurostar, in entrambi i casi, se avrete la fortuna di salire su questo treno, la vostra idea di viaggio in treno cambierà per sempre: superato il tunnel del San Gottardo, si affronta la salita per il SustenPass, 2262 metri, dove si possono osservare incantevoli vallate verdi, fino ad arrivare alle maestose colate di ghiaccio con neve eterna. Capoluogo della regione è Interlaken, una piacevole cittadina a 500 metri sul livello del mare. Proprio da qui, quasi ogni ora, partono i treni che permettono in poco più di due ore di raggiungere cime innevate anche in piena estate.
Si tratta di un percorso circolare, che permette di osservare praticamente tutta la vallata, passando località famose soprattutto per gli sport invernali, come Wengen e Grindelwald. Per raggiungere la famosa ferrovia, che parte da circa 2200 metri in località Kleine Scheidegg, è necessario cambiare due treni. L'ultima tratta del percorso sale da 2200 a 3454 in poco meno di un'ora. Saliti a bordo sembra di viaggiare sopra un aereo in prima classe, con comode poltrone e un monitor che spiega il percorso e la sua costruzione, che risale al 1890.
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Written by Giorgia Scaduto
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Quando si progetta un viaggio verso una destinazione lontana l'idea di un itinerario è quasi d'obbligo. Così si comincia col comprare un'ottima guida, raccogliere testimonianze e consigli, appuntare informazioni "utili", calcolare l'improbabile rapporto tra il tempo a disposizione ed i luoghi da visitare. Tutte azioni, queste, che nella migliore delle ipotesi verranno stravolte, se non del tutto vanificate, una volta messo piede in loco
Se la meta in questione è Cuba, dimentichiamoci del significato stesso del termine itinerario. Dopo circa dieci ore di volo da Madrid, atterro all'aeroporto dell'Havana a notte fonda, e tutte le aspettative maturate nel frattempo ed ampiamente alimentate da 50 anni di iconografia vengono messe in ulteriore attesa dal buio pesto della notte. Raggiungo con qualche difficoltà il mio paladar -hotel caratteristico cubano ad esclusiva conduzione familiare e autorizzato dal Governo- dove ad accogliermi, a lume di candela, c'è la mujer della casa che mi spiega che ogni notte, per circa tre ore, l'intera città resta senza energia elettrica per ragioni di risparmio. All'alba del giorno dopo, e di tutti quelli a seguire, il sole brucia già la pelle, infuoca le strade ed accende colori mai visti. Quello che appare è una realtà altra, senza tempo ma traboccante di storia. Addentrandosi per le vie della città non si può che venire pervasi dalla musica e dagli odori forti, ancora prima di restare esterrefatti di fronte all'autenticità dei volti e dei sorrisi. Se esiste una Havana che "ti aspetti" forse è quella del fantasma americano seduto in un'incredibile Cadillac rosa shocking o dei pochi grandi alberghi costruiti all'interno di maestosi palazzi Boston style nella zona del Capitolio Nacional. Quello che non ti aspetti è tutto il resto.
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Berlino che vai, Berlino che trovi |
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Written by Federica Messina
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Ho impiegato del tempo nel tentativo di trovare il modo migliore per raccontare una città come Berlino. Cercavo pensieri, parole e immagini che potessero descrivere questa capitale europea in modo chiaro, oggettivo, quasi impersonale per poter fornire una guida a coloro che non la conoscono e pungolare i ricordi di chi invece l'ha già vissuta. Poi finalmente ho capito. Berlino non è chiara, non è oggettiva ma soprattutto non è impersonale. Ha un carattere tutto suo: è forte e introversa, apparentemente fredda e distaccata ma profondamente salda e matura. Sembra una ragazza che è dovuta crescere troppo in fretta e in quanto tale incompleta ma piena d'energia: non più bambina, non ancora donna. E questo suo essere in divenire lo respiri in ogni angolo, in ogni quartiere, sulle piantine di matropolitane ( U-Bhand) e linee ferroviarie ( S-Bhand) che si divertono a cambiare continuamente i propri itinerari. ( Mai affidarsi a loro per orientarsi: con tutta probabilità i nomi delle strade e delle fermate che cercate sono cambiate nel momento stesso in cui le state leggendo). Ma forse è proprio in queste sue contraddizioni e nella sua incompiutezza che risiede il suo fascino: ammalia perché chiunque la incontra può leggere nei suoi occhi qualcosa di diverso, ma tutti si trovano concordi nel coglierne l'instancabile fermento. Nonostante la caduta del muro, o forse proprio per la sua esistenza, questa città sembra conservare una duplice identità: nessuna divisione politica questa volta, solo percettiva. Una divisione che non riguarda solo l'evidente cambio di registro che occhi, cuore e orecchie incontrano spostandosi tra la fredda Berlino Est, imponente e moderna, e la calda Berlino Ovest, artistica e matura. È nella sua stessa lettura d'insieme che s'intrecciano due distinti fili conduttori.
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Helisky, Chilout Riding e Ski in: l’ultima moda scende in pista |
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Written by Giuseppe Leone
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Sci e snowboard continuano a essere gli sport invernali più praticati dagli italiani sulle piste innevate. Non manca, però, la curiosità verso nuovi sport, soprattutto quelli più estremi. In tanti, infatti, negli ultimi anni, si cimentano in percorsi fuoripista e funambolismi in aria. Ogni anno nascono nuovi sport estremi, dove la parola d’ordine è “adrenalina”. Come l’ Helisky, in cui, a bordo di un elicottero, si sale in quota fino a raggiungere vette innevate di 3000 metri, per poi scendere a valle, attrezzati di sci o tavola, lungo magici itinerari tra boschi di larici e maestosi ghiacciai. Sono consentite piroette, funambolismi e acrobazie, ma solo in compagnia delle guide alpine, veri e propri angeli custodi di uno scatenato esercito di amanti del fuoripista, oggi, in crescita esponenziale. La disciplina, al momento, si pratica in Italia nella sola Valle d’Aosta, la regione beneficiaria di un’apposita legge che ne regola l’attività su percorsi ben definiti. Sport spettacolari, dunque, che non passano di certo inosservati, anche per l’abbigliamento sfoggiato. Soprattutto i giovani, quando sfrecciano lungo le piste, sono molto attenti a cosa indossare. Eleganza e tecnica sono le caratteristiche cercate quando si compra tutto il necessario. Tute all’ultima moda, giacconi con colori sgargianti. E non possono mancare i berretti e le maschere, che vanno a completare il look ideale per praticare sport come lo snowboard. Sono, infatti, gli snowboarder a mostrare più fantasia in ambito di moda lungo le piste innevate. In quanto a nuove mode in tema di sport, invece, non bisogna dimenticare gli ormai prossimi Giochi Olimpici invernali che si terranno a Vancouver, in Canada, a partire dal 12 al 28 febbraio, che potrebbero lanciare qualche nuova tendenza, come è successo anche in occasione di Torino 2006, con il curioso caso del curling. Come si sa, però, montagne e neve sono sinonimo di settimana bianca, un appuntamento annuale al quale molti italiani non rinunciano. Sport e relax, negli ultimi anni, sembra essere il binomio ideale che accompagna le giornate di molti vacanzieri durante sette giorni unici nell’arco dell’anno. E le località sciistiche più rinomate, in Italia ed Europa, cercano proprio di esaudire questo desiderio, offrendo servizi che riescono a realizzare i sogni di una vacanza ideale. C’è chi addirittura prova a soddisfare la voglia del perfetto connubio tra sport e relax nello stesso momento.
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Quando il teatro incontra il circo: giovani compagnie di nouveau cirque in Italia |
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Written by Giovanni Dispenza
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Se siete dei nostalgici del circo, se amate il sudore dei cavalli ammaestrati, il ruggito della tigre in gabbia, lo spasmo nerboruto dell’uomo più forte del mondo, in questo articolo non troverete niente del genere. Il circo è cambiato. Niente più animali. Niente più esibizioni di forza o di destrezza gratuite, ma tanta voglia di raccontare delle storie. È il Nouveau Cirque! Il termine Nouveau Cirque (o teatro-circo) indica ormai in tutto il mondo una forma di spettacolo che utilizza le arti circensi al servizio di una drammaturgia unitaria in cui teatro, danza e circo si fondono. Fino a dieci anni fa in Italia la definizione non era conosciuta e non vi era la diffusione di un interesse benché già circolassero spettacoli del genere in festival italiani.
Per esempio nel ’97 una piccola compagnia di acrobati australiani portò a Palermo, in una delle prime edizioni del festival “Palermo di scena”, lo spettacolo “Punk Rock Circus”, in cui gli artisti si esibivano in svariate tecniche circensi (bascula, trapezio, pertica, filo, ecc.) con musica dal vivo, costumi e suggestioni punk. Le due serate, uniche date italiane di un breve tour europeo che dopo avrebbe toccato Rotterdam ed Edinburgo, ebbero uno straordinario successo di pubblico ma se ne parlò poco e l’evento rimase un caso.
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Benvenuto 2010 le feste più IN & out 2010 |
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Written by Cristiana Rizzo
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Una buona cena, tanti amici, bollicine e la musica che ci piace, per la festa più frizzante dell’anno. Per il count down che dice addio al 2009 tutta Italia si sta preparando e noi abbiamo scelto i locali e le serate più esclusive della Penisola.
Si comincia da Milano, al Castello di Pomerio. Per una notte si torna indietro fino al decimo secolo, per ammirare lo splendore di questo castello che, tra le sue varie sale, offre ai suoi ospiti, al primo piano, il magnifico salone degli affreschi, mentre al piano terra, quattro camini creano un’atmosfera molto suggestiva. Per la notte di capodanno è previsto un cenone, (il prezzo è di 125 euro, prenotando entro il 25 dicembre), spettacoli pirotecnici, musiche e live performance di acclamati dj, dopo mezzanotte, e il tavolo per tutta la sera senza obbligo di bottiglie extra. Si tratta di una serata rivolta a un target compreso fra i 25 e i 45 anni, curata nei particolari, con possibilità di pernottamento in un hotel convenzionato a 4 stelle (www.capodannoamilano. it).
A Milano, capitale del divertimento, non possono mancare le serate organizzate nelle discoteche-ristoranti più cool, frequentate dal jet set, come l’Old Fashion Cafè. Il locale, che esiste dal 1933 e l’unico a cui è stato conferito il riconoscimento di “Bottega storica” dal Comune di Milano, prevede il cenone con discoteca e musica selezionata da noti dj della città, dopo il brindisi. L’Old Fashion, famoso per essersi reinventato con il succedersi delle mode, mantiene intatto qualcosa che lo rende unico, il fatto di trovarsi all’interno del Palazzo della Triennale e, quindi, la continua interazione con il mondo del design (www.oldfashion.it)
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Mercatini: è tempo di Natale |
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Written by Fabrizia Lopes
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L’arrivo dell’Avvento segna l’inizio di tutte quelle tradizioni e suggestioni legate al Natale. Fra le varie manifestazioni e celebrazioni di questo periodo ce ne sono alcune che incantano piccoli e grandi: sono le bancarelle illuminate. Sono anche i mercatini e le fiere, infatti, a trasmettere, in quest’epoca di consumi e desiderio irrefrenabile di acquisti, una particolare atmosfera dovuta alle decorazioni, agli odori, ai sapori e alle tipiche musiche di questa festività.
La nascita dei primi mercatini di Natale risale al 1400 circa in Italia settentrionale, Germania e Austria: da queste località, dove era tradizione addobbare delle particolari casette in legno per vendere prodotti tipici, artigianato, cesti e attrezzi di lavoro, ma anche gli addobbi, le ghirlande e le candele natalizie, l’uso di approntare dei mercatini dedicati al Natale pian piano si è diffuso in tutte le regioni meridionali.
Se inizialmente di trattava di fiere artigiane dove poter fare gli acquisti dei beni primari, col passare degli anni sono diventate le principali attrazioni del periodo natalizio e ogni anno in concomitanza con l’arrivo del freddo, si organizzano ormai queste tradizionali manifestazioni che catturano un numero sempre maggiore di turisti, appassionati e bambini. Tutti con il desiderio di comprare qualcosa o di fare una passeggiata immergendosi nella fiabesca atmosfera del Natale. Il mercatino diventa quindi un’occasione per acquistare dei prodotti artigianali, alla scoperta delle specialità tipiche e delle novità, per trovare un regalo originale o ogni tipo di oggetto per decorare la casa e l’albero, fra palline, vischio, lucine e statuine per il presepe.
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Le mille e una notte di Siracusa |
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Written by Araba Felice
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Siracusa: un gioiello incastonato nella costa orientale della Sicilia, una delle città più affascinanti e caratteristiche dell’isola. Se l’avete già visitata ne scoprirete sempre nuovi aspetti, se non la conoscete ne resterete letteralmente conquistati. L’intenzione di Utility Magazine è quella di condurvi in un viaggio virtuale alla scoperta di questa città, tra luoghi, feste, cibi e vini particolari. Finalmente, dopo tanti anni, raggiungere Siracusa è diventato molto più agevole, grazie all’apertura di un tratto di autostrada CT-SR, che sarà completata entro la fine del 2009. Uscendo da Siracusa Sud, dopo circa 5 km, si raggiunge Viale Paolo Orsi, lungo il quale si potrà ammirare il Parco Archeologico della Neapolis, con il Teatro Greco, l’Ara di Ierone, l’Anfiteatro Romano, l’Orecchio di Dioniso, la Grotta dei Cordari. All’incrocio con Corso Gelone, a 200 metri dal Parco, il nuovo Hotel Mercure Siracusa Prometeo, è la meta di migliaia di turisti da tutto il mondo, in special modo durante le rappresentazioni classiche. Di seguito si incontrerà l’appena restaurato Jolly Hotel Aretusa, spesso utilizzato da uomini d’affari, perchè dotato di un ambiente elegante e confortevole, particolarmente adatto agli incontri lavorativi, che possono svolgersi anche all’interno dell’annesso “ Aretusa Lounge Bar”.
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La Toscana vi prende per la gola |
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Written by Paola De Simone
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È uno dei principali motori del turismo made in Italy. L’enogastronomia attira ogni anno nel Belpaese migliaia di food e wine lovers provenienti da tutto il mondo. La Toscana si conferma una delle mete preferite e i prodotti tipici sono al centro di questo successo. Perché piatti come la Ribollita, il Cacciucco o la Finocchiona, con le loro ricette segrete, sono anch’essi espressioni di una cultura centenaria; un patrimonio che ancora oggi sopravvive alla minacciosa globalizzazione dei gusti e alla cancellazione delle biodiversità.
Proprio in tal senso la ricchezza della Toscana impone al turista che decide di trascorrere qualche giorno in questa regione una scelta sulle tappe da percorrere. Quello qui proposto è un vero e proprio “fuori pista” verso luoghi poco pubblicizzati, ma di grande bellezza, e angoli cittadini poco conosciuti al grande pubblico: si parte dalla città di Firenze per poi raggiungere le foreste Casentinesi, nell’Aretino, che in questo periodo dell’anno sono meta di appassionati fungaioli. Arrivare a Firenze in treno è un’esperienza da provare; una volta usciti dalla Stazione di S. Maria Novella, la città regala al visitatore in un solo quadro d’insieme tutta la sua bellezza. Svetta l’omonima chiesa di Santa Maria Novella; sovrasta il cielo la Cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto.
Per chi cerca una comoda sistemazione in centro l’ideale è il b&b La Dimora Del Centro, situato in Piazza della Repubblica in un bel palazzo dell’800 oggi dotato di tutti i confort, anche tecnologici. È lì che Eugenio Montale scriveva i suoi versi ai tavoli delle mitiche Giubbe Rosse, il caffè sottostante sede degli intellettuali fiorentini, di ieri e di oggi, dove avrete il piacere di fare colazione.
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E via Ruggero Settimo si svegliò tinta di rosso |
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Written by Vincenzo Barresi
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Chi oggi passeggia per la via Ruggero Settimo stenta a credere che, fino a pochi anni fa, veniva definita il “ salotto di Palermo”, la strada elegante dove si affacciavano le vetrine più esclusive e raffinate. Nel breve volgere di qualche anno, infatti, il centro cittadino è profondamente mutato. Adesso, fatta eccezione per poche insegne di lusso superstiti, la fanno da padrone negozi dozzinali e grandi magazzini. E il sabato bande di ragazzini indisciplinati costringono i commercianti più importanti ad abbassare le saracinesche. Nata come prolungamento della via Maqueda, la via Ruggero Settimo (patriota siciliano, Palermo 1778 – Malta 1863) forma con la via Mariano Stabile (patriota e sindaco di Palermo,1806 – 1863) la croce di strade sulla quale il pretore marchese di Regalmici impiantò il primo ampliamento fuori le mura (1778). Occupata da edifici d’interessante architettura, fra i quali citiamo il palazzo Galati opera del Marvuglia, il palazzo Pecoraro Majorca di Basile, il palazzo Tagliavia di Armò e il palazzo Pantaleo di Caronia Roberti, la strada è l’asse di collegamento fra i due principali teatri cittadini: il Massimo e il Politeama. Nel tempo la sostituzione e l’inserimento di edifici più moderni hanno in gran parte cancellato il carattere ottocentesco di questa parte di Palermo. L’idea di dare un moderno assetto urbanistico al vecchio rione Villarosa, l’area attraversata dalla via Ruggero Settimo e compresa fra la piazza Verdi, la via Pignatelli Aragona e la via Mariano Stabile risale al 1946. Nel 1947 venne bandito un concorso nazionale per la realizzazione della piazza Ungheria vinto dagli architetti Della Rocca, Lenti e Sterbini. Secondo il piano la nuova sistemazione aveva il suo fulcro nella grande piazza pedonale, lastricata in porfido e pietra chiara adorna di aiuole e di piante, circondata dai portici sui quattro lati e conclusa sulla via Ruggero Settimo da un ampio negozio a vetrate.  Nelle grandi cave di tufo sottostanti avrebbe dovuto essere realizzato un ampio parcheggio multipiano. Ma il Banco di Sicilia s’impose e al posto del parcheggio realizzò i caveaux, affidando il progetto della sua sede all’architetto Pascoletti. A metà degli anni cinquanta, Palermo, comunque, aveva la sua piazza moderna, circondata da abitazioni e uffici funzionali e conclusa da quello che, con un po’ di buona volontà, viene ancora oggi definito“il grattacielo Ina”, progettato dall’ingegner Broggi e costruito dall’impresa Amoroso. Anche negli anni successivi la parte centrale della città fu oggetto di particolari cure da parte degli amministratori. Forse per distogliere l’attenzione dalle devastazioni che si andavano compiendo in altre zone. “ Palermo è bella, facciamola più bella”. Era lo slogan delle campagne elettorali della DC negli anni Sessanta, quando i sindaci erano Salvo Lima e Vito Ciacimino. E fu proprio all’insegna di questo slogan che la via Ruggero Settimo si tinse di un pallido rosso. La trovata fu presentata con un grande battage pubblicitario. Intervennero sociologi e studiosi per spiegare che la colorazione della strada serviva a dare un tocco d’allegria, superando la grigia monotonia dell’asfalto e, quindi, anche un poco quella della vita. Ma quando i palermitani videro il risultato di quell’ intervento di maquillage rimasero delusi. Nessuna traccia dell’elegante rosso simil cotto toscano promesso, ma un colore indefinito che incupiva ancor più quella strada senza verde, centro di una città che andava perdendo il suo centro. Tuttavia la nuova borghesia senza memoria e senza storia, inurbata nel dopoguerra al seguito della politica, si ostinò a chiamare la strada il salotto di Palermo, pensando di uguagliare i fasti di via Montenapoleone e di via Veneto. Il recente rifacimento dei marciapiedi e dell’asfalto ha completamente cancellato l e tracce della pavimentazione rossa, che ancora resisteva seppur molto rovinata. La chiusura dei negozi storici, lo smog, la sporcizia e l’incuria hanno compromesso l’immagine del centro, cancellandone i ricordi. Eppure basterebbe soltanto un po’ di attenzione in più, un po’ d’amore per Palermo per salvarne le sorti. |
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Il tartufo bianco protagonista della fiera ad Alba |
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Written by Elisabetta Cannone
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Appassionati, cultori, o semplici curiosi sipotranno dare appuntamento dal 3 ottobre al'8 novembre per ammirare, e chi può anchee comprare, l'oro bianco, ovvero il tartufo bianco di Alba. Alla rassegna però ci saranno principalmente loro, i commercianti di tartufi, chi con il inseparabile migliore amico, il cane da tartufo ha setaccaito il territorio per scopvare il tubero più prezioso e amato da chi lo reputa perfino uno status symbol. All'interno del mercato, il visitatore potrà trovare trifole certificate, un'idea portata avanti per la salvaguardia e la certificazione del marchio del Tuber Magnatum Pico. Una garaniza questa, perché significa che il tartufo ad Alba è stato analizzato e garantito prima della vendita: controllato all'ingresso nel padiglione mercato, analizzato da una commissione di controllo, sempre presente sul  mercato e a cui il consumatore potrà sempre fare riferimento. I giudici del tartufo si attengono rigidamente alle regole della carta della qualità del Tuber Magnatum Pico, redatta dal Centro Nazionale Studi Tartufo, la più qualificata assise per l'analisi e la valorizzazione del prezioso prodotto delle langhe. La selezione, coem quella fatta egregiamente dalla natura, in questo caso è davvero un obbligo otre che in segno distintivo. Ma è anche sinonimo di garanzia e qualità offerta ad acquirenti e consumatori. Al momento della vendita, infatti, il tubero viene avvolto in sacchetti numerati, in modo da poter individuare in ogni momento il venditore che ha smerciato il prodotto. Altra garanzia e unicità del mercato mondiale del tartufo bianco d'alba è un'ordinanza del sindaco della città piemontese che ne proibisce la vendita al di fuori dell'area fieristica. Nel corso della fiera ci saranno anche concegni scientifci in cui si discuterà del tartufo, com riconoscerne qualità e provenienza e soprattutto quale fututo spetta a questo tubero. Non mancheranno anche momenti legeri, come la visita ai prodtti enogastronomici del posto, dove su tutti regnerà ovviamente il tartufo bianco e poi ancora musica settecentesca e sfilate in costume.
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El Rey de la Gamba e Kimi II |
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Written by Publipoint
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Metti una sera in barca. Il Kimi II naturalmente. Aggiungi un "pugno" di amici, la visita inaspettata di un armatore esperto nella pesca di gamberoni rossi e la piacevole compagnia di Michel Morganella (che vedete nella foto in basso a destra con la t-shirt di Utility Magazine), giocatore col ruolo di difensore nel Palermo, con la moglie Johana. Organizzatore del lieto evento a largo delle coste siciliane un "giocatore di peso" (Super Enzo) che tra poco - si vocifera - sarà ingaggiato nelle fila rosanero e che potete vedere nella foto sotto nel ruolo di mangiatore di gamberi... "el rey de la Gamba" per l' appunto. Questa seconda metà d'estate siciliana riserva, infatti, alla squadra di Utility Magazine piacevoli sorprese e simpatiche avventure sul mare e per terra. Come quella di qualche giorno fa, quando ospite del motoryacht prodotto dal cantiere Versilcraft, gli editori di Utility Magazine hanno incontrato il simpatico e giovane Michel Morganella.
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Written by Rosamaria Coniglio
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C’è un aspetto di Milano, quasi sempre ricoperto da quell’alone di corsa alla carriera quasi robotica e impersonale, che non viene percepito dalla maggior parte della gente, molto spesso neanche dai suoi stessi abitanti. Lo spirito energico e inesauribile del capoluogo lombardo è il punto di partenza delle innumerevoli iniziative di varia natura che prendono quotidianamente forma e rendono sempre più accogliente e stimolante il trascorrere del tempo. Costruzioni medievali o addirittura romane come il Castello Sforzesco o le indistruttibili Colonne di San Lorenzo che hanno resistito a quattro dominazioni e ai conflitti mondiali, sono una preziosissima
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I requisiti fondamentali degli Hotel |
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Written by Francesco Ferrara
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Se per alcuni passare le sere d'estate a guardare le stelle è un momento piacevole e talvolta romantico, guardare le stelle degli alberghi è un'esigenza comunemente avvertita per valutare se la struttura nella quale trascorreremo le nostre vacanze sarà un autentico luogo di relax o invece ci costringerà a rimpiangere casa nostra. La classificazione delle categorie alberghiere è affidata alle Regioni, pertanto è possibile che viaggiando da una parte all'altra d'Italia si riscontrino alcune differenze tra alberghi della stessa categoria. Tuttavia, vi sono standards minimi che devono essere rispettati in ogni parte d'Italia.
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Written by Giorgia D'Alia
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Benvenuti a bordo. La barca non é più un privilegio per ricchi signori, da qualche anno, infatti, può esser considerata un sogno realizzabile da chiunque voglia soddisfare un piccolo o grande desiderio di libertà prendendo il largo. Andare in cerca di delfini, di baie nascoste, di tramonti, o provare l’emozione di navigare verso l’orizzonte dove il cielo s’inarca sino a sfiorare il mare, assaporando lunghe giornate di dolce far nulla in cui l’avvicendarsi del sole e delle stelle scandisce il tempo, sono solo alcuni tra i piaceri che può permettersi chi decide di vivere il mare navigando. Aumentano così sia gli appassionati di snorkeling, pesca e vela, sia i frequentatori di fiere nautiche, sull’onda di un mercato che continua a godere di buona salute, malgrado lo scenario economico internazionale. Le fiere nautiche nel Belpaese da semplici momenti d’incontro e di scambio commerciale, sono ormai divenute eventi mondani che attraggono appassionati e addetti del settore da tutto il mondo. Una menzione particolare la merita il Salone Nautico di Genova, nato nel 1962 come una piccola esposizione per un piccolo pubblico e divenuto oggi, nel corso di quarantotto edizioni, leader mondiale grazie a una straordinaria completezza merceologica e all'unicità delle sue strutture espositive: l'ultima edizione ha ospitato, tra le tante, 97 barche superiori ai 24 metri e 48 superyacht superiori ai 30 metri. Uno dei gioielli protagonisti della 48ma edizione è stato il " Gitana di Baglietto" (53 metri) per le barche a motore, marchio storico nella nautica da diporto e leader nella costruzione di mega-yacht all'insegna del lusso. Mentre tra le barche a vela presenti a Genova, una novità a cinque stelle è stato il " Perini Heritage" (45 metri), con un albero di 52 metri d'altezza, il boma interamente in carbonio e 1.187 metri quadrati di vele comandabili da un'unica persona.
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Written by Junio Tumbarello
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 Il territorio è quello tra Siracusa, Marzamemi, Pachino, Gela e Portopalo di Capo Passero: una costa immensa e bianchissima da togliere il respiro. Passando di qui in occasione del 66mo anniversario dello sbarco degli alleati in Sicilia sud-occidentale, tra Licata e Siracusa, avvenuto la notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943, lo sguardo si perde tra l'infinito blu del mare africano e il rosso intenso dei campi di pomodori di Pachino. Un continuo di anse, spiagge abbaglianti e baie talmente scoscese da ospitare solo pochi turisti coraggiosi e qualche gabbiano. Portopalo di Capo Passero è l'estremo lembo a sud della Sicilia, l'ultimo avamposto di terraferma tra il mare e il cielo al di sotto del parallelo di Tunisi. Il centro abitato è tagliato in due dal corso principale - via Vittorio Emanuele - che tocca ad Est il mar Jonio e ad ovest il Mediterraneo. Il clima particolarmente caldo di questa parte dell'Isola è reso più mite dall'azione dei due mari. E quando spunta il sole, chiunque è qui di passaggio, se ne resta a guardare il gioco di luci che illumina questo mare e le casette colorate delle cittadine più o meno isolate. Nel 395 a.C. Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, durante la guerra contro Cartagine per il possesso della Sicilia, sferrò l’attacco finale alla città di Mozia, colonia fondata dai fenici nel IX secolo a.C. I pochi superstiti scampati al massacro trovarono rifugio presso le coste dell’estrema punta sud - est della Sicilia, a ridosso di Pachys, un promontorio di origine vulcanica.
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150° anniversario Battaglia di Magenta |
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Written by Publipoint
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Diario di Bordo
Il 14 giugno Utility Magazine ha assistito alla spettacolare rievocazione storica della Battaglia di Magenta del 4 giugno 1859. Una giornata ricca di appuntamenti che, a partire dal corteo storico che percorrendo il centro storico ha raggiunto l´ossario e Casa Giacobbe, ha visto il momento culminante nella rievocazione storica della Battaglia sulla strada per Castellazzo. La bellissima kermesse ha visto la partecipazione di 400 figuranti in costume d´epoca provenienti da varie parti d´Europa. Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta di fronte alla bellezza dei costumi e delle scenografie. Chiudendo gli occhi e dimenticando di vivere ai giorni nostri, non sarebbe stato difficile immaginare un affascinante viaggio nel tempo. Quella della Battaglia di Magenta è l´unica rievocazione del periodo risorgimentale che si svolga in Italia ed in Europa, tanto che vi hanno partecipato gruppi stranieri che non avrebbero la possibilità nelle loro nazioni di dar vita ai reparti che rappresentano. L'edizione del 150° anniversario è stata unica nel suo genere: enorme il numero di persone, cavalli e cannoni che sono stati presenti.
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Amunì onda c'è: l'esercito del surf in Sicilia |
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Written by Junio Tumbarello
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Escono solo quando soffia il vento e l’attaccamento al mare e alla natura è un tratto distintivo del loro carattere. Hanno un gergo tutto loro, una passione sfrenata per i cavalloni e su Internet si scambiano impressioni, previsioni meteo e storie di “tavola”. Sono i surfisti dell’Isola. Giovani e meno giovani che la notte sognano l’onda perfetta e la mattina la inseguono sui diversi “spot” del litorale siciliano. Gli spot sono quei posti dove si formano le onde adatte a essere cavalcate: le spiagge, i golfi, le baie, le punte e le foci di fiumi, che offrono onde di diversa potenza in base alla diversa batimetria e morfologia del fondale. Sull’Isola, per chi è in cerca di emozioni sulla tavola, sono molti gli spot più o meno conosciuti, e quindi più o meno frequentati. In genere, i surfisti si comportano proprio come i cercatori di funghi gelosi dei loro posti segreti: se si conosce un luogo dalle onde bellissime, non lo si sbandiera ai quattro venti, per evitare che diventi troppo frequentato.
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