|
A Barolo il museo dei cavatappi |
|
|
|
|
Written by Redazione
|
|
There are no translations available.
Se siete incuriositi dal mondo del vino, c'è un posto in Piemonte che fa di certo per voi: è il Museo del cavatappi. Situato in piazza Castello a Barolo in provincia di Cuneo, nel centro storico accanto al Castello Falletti, all'interno di questo luogo culto del cavatappi, avrete la possibilità di fare visite libere o guidate e ammirarne fra i più diversi e preziosi. Unici, particolari, altri quasi introvabili che sono stati costruiti a partire dal 1795, quando fu brevettato dall’inglese Samuel Henshall.
Questo strumento diventò indispensabile per aprire le bottiglie di vetro prodotte per conservare e soprattutto vendere una bevanda pregiata e molto ricercata in diversi Paesi. L'idea di un museo dedicato al cavatappi è di Paolo Annoni, farmacista piemontese, diventato appassionato di questo strumento dopo un primo regalo. Dopo averne collezionati diversi esemplari nel corso degli anni, tra i mercatini di cose vecchie, antiquari specializzati e alle aste di Christie’s e Sotheby’s, decise di aprire un luogo dove anche altri appassionati potessero ammirarli. Fu così che il museo aprì nel maggio del maggio del 2006 ed è tutt'ora visitabile.
Quando, come e dove nasce il cavatappi? Non è facile rispondere a queste domande, ma possiamo fare delle ipotesi attendibili. Partiamo da due certezze: il cavatappi nasce per estrarre un tappo di sughero da un recipiente di vetro anche se non necessariamente da una bottiglia contenente vino; il primo brevetto di un cavatappi risale al 1795, ed è dell’inglese Samuel Henshall.
|
|
Read more...
|
|
Tutte le tavole portano a Roma |
|
|
|
|
Written by Natalia Di Stefano
|
|
There are no translations available.
Roma caput mundi è una di quelle espressioni che neanche i romani più spavaldi usano più. Nonostante i segni di una civiltà che fu grande siano disseminati su tutto il territorio urbano, rievocando le gesta di imperatori lungimiranti e condottieri visionari, a Roma oggi non resta (si fa per dire) che la soddisfazione di essere la capitale d’Italia: patria ormai indiscussa dell’eccellenza gastronomica, con buona pace dei francesi che hanno dovuto farsene una ragione anche in sede comunitaria. Non è un caso, dunque, che i cittadini capitolini non abbiano invece perso l’abitudine di assegnare al convivio una certa importanza, anche sociale, se per prendere le distanze da qualcuno precisano perentoriamente: “nun avemo mai magnato insieme”. Ed è proprio in fatto di piaceri della tavola che la città conserva e rivela uno di quei caratteri che la resero impero. Parliamo dell’attitudine alla contaminazione, della maestria nel mescolare identità distanti e costumi diversi, dell’abilità nel coniugare dimensione locale e aspirazione globale (quella che il sociologo Zygmunt Bauman con una parola chiamerebbe “glocalizzazione”).
Così gusti e sapori lontani confluiscono a Roma, tra le edicole votive nei vicoli del centro storico, le “statue parlanti” a cui i dissidenti romani affidano le proprie lamentele, i “nasoni” (tipiche fontanelle), le preziose cupole e le antiche rovine. Un insolito itinerario turistico-etnico-gastronomico parte dal cuore di Roma, dalla sua piazza più fotografata, ai piedi della scalinata più famosa del mondo. Nel 1893, quando il the poteva essere acquistato solo in farmacia, due signorine inglesi di buona famiglia scelsero proprio piazza di Spagna per aprire una sala da the e di lettura dedicata ai connazionali di passaggio nella città eterna. Da allora il locale di Isabel Cargill e Anna Maria Babington ha ospitato famiglie reali, politici, giornalisti, personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, sopravvivendo a due guerre mondiali, a diverse recessioni e all’avvento dei fast food. Il suo interno è rimasto sostanzialmente invariato e conserva decorazioni, stampe e arredi di fine Ottocento, compreso un grande camino che ancora oggi viene acceso nelle fredde giornate invernali. Mentre fuori, nelle vicine via Condotti e via Frattina, si consuma lo shopping più lussuoso, tra le accoglienti pareti di Babington ogni giorno si replica il rito del the, servito in oltre trenta miscele diverse e accompagnato dalle prelibatezze d’oltremanica: muffins, tea cakes e scones caldi con marmellate fatte in casa.
|
|
Read more...
|
|
Venezia, un carnevale di sapori |
|
|
|
|
Written by Paola De Simone
|
|
There are no translations available.
Venezia è una città piccola ma dagli infiniti scorci. Dove anche se ti perdi non ti sentirai mai smarrito. Uscendo dalle principali arterie, lontano dai rumori dei battelli del Canal Grande, la città ovattata dalle acque e dai palazzi storici, ti lascia il tempo di coglierne la sua spiccata sensualità. Densa di odori e dal gusto antico: la città ti entra in bocca e ti rapisce l’anima. Galeotto di questo amore è la gastronomia veneziana. Connubio tra mare e terra con un pizzico d’Oriente. Dalle rotte verso Est, infatti, meta dei traffici veneziani ai tempi dello splendore della Serenissima, arrivarono a Venezia le spezie, dallo zenzero alla cannella, dal pepe al cardamomo, ma anche il riso; ingredienti che entrarono a far parte della cucina tradizionale non solo veneta ma di tutta Italia.
La tradizione gastronomica più vera la puoi assaporare in uno dei tanti “bàcari” e “cichéterie”, così si chiamano le osterie tipiche sparse per la città. Ancora una volta rimarrai stupito dall’antologia di sapori che i veneziani riescono a tirar fuori da una cucina semplice, che punta tutto su pochi e perfetti ingredienti base, dal pesce alla selvaggina. Nella rosa dei migliori bàcari del centro storico, dove si mangia bene spendendo il giusto, c’è sicuramente l’Osteria Ca’ D’Oro, detto alla Vedova, nel sestiere Cannareggio. E’ un posto citato dalla maggior parte delle guide turistiche, e a ragion veduta: consigliato dagli stessi veneziani come punto di riferimento per un “ombra” (un piccolo bicchiere di vino spillato direttamente dalla botte) e un “cichéto” (uno stuzzichino) a base di polpette. Ottima la cucina, dalla polenta con le “schie” (gamberetti) o con i “moscardini” (polipetti), al riso al nero di seppia. L’ambiente è quello tipico delle migliori osterie, curato e schietto; capita spesso di sedersi accanto a sconosciuti e di socializzare. Meglio prenotare anche durante la settimana. Così come da prenotare è all’osteria Alla Botte, in calle della Bissa a San Marco, poco distante dal Ponte di Rialto.
|
|
Read more...
|
|
Written by Elisabetta Cannone
|
|
There are no translations available.
C’è chi viene colpito dai suoi colori - il nero e il bianco dei monumenti -, chi invece resta affascinato da quella che si può considerare una terra di mezzo, tra l’acqua e il fuoco: il mar Jonio e il vulcano Etna. Comunque la si veda, Catania è una città che sa incantare i turisti non solo per le bellezze naturali, ma anche per la sua storia testimoniata dai palazzi, in particolare lungo la via Etnea - nata per collegare la città alla “montagna” attraversando i paesini pedemontani – e poi ancora via Garibaldi e via Vittorio Emanuele che segnano la parte più antica e originaria della città, “‘a Civita” appunto, e la via di San Giuliano. Di quest’ultima è conosciuta l’“ acchianata”, cioè il tratto che va dai Quattro Canti a piazza Dante e che rappresenta il percorso finale del feretro di Sant’Agata - patrona della città - durante la festa nella notte del 5 febbraio. Per avere un assaggio della bellezza della città, è doveroso iniziare dalla sua parte più antica e barocca, inserita perfino dall’ Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità. Incastonata tra via Garibaldi, via Vittorio Emanuele e via Etnea c’è la cattedrale. Dedicata a Sant’Agata, la patrona della città, fu costruita agli inizi del 1091 per volere del Conte Ruggero il Normanno e ripresa nel 1169. Distrutta dal terremoto del 1693, ad esclusione dei tre absidi e la parte del transetto, fu ripresa dal Vaccarini nel 1736 e ultimata nel 1758. Se si danno le spalle alla cattedrale, al centro della piazza - piazza Duomo - c’è la fontana dell’Elefante, detto “ u liotru”, simbolo della città e della squadra di calcio cittadina. Costruita in epoca romana, raffigura un elefante in pietra lavica sul cui dorso è poggiato un obelisco di origine egizia, opera anche questa di Vaccarini. Ai due lati della piazza e dirimpettai fra loro ci sono a destra il palazzo del Municipio - sempre ad opera di Vaccarini – e Palazzo dei Chierici, opera invece dell’architetto Alonzo di Benedetto, risalente ai primi del 700. Proprio in piazza è possibile gustare dolci tipici siciliani e catanesi al bar “ Il caffé del duomo” dove, in un ambiente raffinato e accogliente tutti i giorni dell’anno fino a tarda notte si possono mangiare dai più classici arancini e pizzette, ai gelati e poi ancora dolci. Tra questi Il caffè del Duomo offre una specialità quasi del tutto persa: la frutta martorana ripiena di pasta di mandorle. La pasticceria inoltre dà la possibilità di spedire i propri prodotti in tutto il mondo, anche i vini presenti nell’enoteca del bar.
|
|
Read more...
|
|
Umbria: a spasso tra sacro e profano |
|
|
|
|
Written by Junio Tumbarello
|
|
There are no translations available.
Nel cuore dell’Italia, l’ Umbria è un territorio ricco di storia e con un patrimonio artistico eccellente, terra di tradizioni ancora vive e di una campagna rigogliosa, dove le colline disegnano il paesaggio fino al cielo. È una regione piccola, ma ha un luogo e un rifugio per tutti: borghi incantati, monasteri per chi ama la spiritualità e un verde dalle mille sfumature, da quello argentato degli ulivi a quello trasparente delle acque dei suoi laghi, come il Trasimeno, il Corbara e il Piediluco. Terra di grande misticismo, non solo per avere dato i natali a due tra i santi più amati, Francesco e Chiara, ma anche per le tante chiese, abbazie, pievi che la costellano, per duomi e basiliche che ne impreziosiscono le città, per l’aria stessa che si respira nei suoi boschi. Una magia resa ancor di più palese dai colori del paesaggio, dal verde delle colline più lontane, al candore del marmo che si fa rosato o si accende nelle diverse ore del giorno. Colori che hanno sicuramente giocato la loro parte nella grande pittura sviluppatasi da queste parti, a partire dai cicli giotteschi che affrescano la basilica di Assisi. Qui come a Montone, Città della Pieve, Castiglione del Lago, Bentivegna, Panicale, o a Spello, chi vorrà seguire gli itinerari di Utility Magazine, rimarrà affascinato dall’atmosfera medievale autentica, un’atmosfera che rimane intatta in alcuni splendidi punti di Perugia e si accosta all’altro tema portante di un viaggio in Umbria e che si snoda lungo un fil rouge che riunisce vari centri: il misticismo e la spiritualità. Fulcro di tutto questo è Assisi, impregnata in ogni angolo del suo centro storico della figura di San Francesco, e non solo delle Basiliche Superiore e Inferiore, ma anche nel Sacro Convento, in Santa Maria degli Angeli, nella basilica di Santa Chiara e nell’ Eremo delle Carceri, nel Duomo e nei vari conventi. Ma l’Umbria non è solo questo. Per i gourmet vagabondi sono diverse le sorprese sulla tavola come la fagiolina del Trasimeno, il sedano nero di Trevi, la patata rossa di Colfiorito o le tipiche camette, cioè le locali cime dei broccoletti. I prodotti caratteristici sono strettamente legati agli aspetti tipici dell’ambiente, vale a dire il lago e la campagna. Il Trasimeno offre una grande quantità di pesci dalle carni saporite e delicate insieme: persico, tinca, carpa, luccio, anguilla. Ci si preparano piatti squisiti consolidati da una secolare tradizione. Domina per bontà il “ Tegamaccio“, una zuppa servita in coccio insaporita da alcuni tipi di pesce. Altra prelibatezza è la “ Regina” (carpa) in porchetta, ma non vanno dimenticati i Latterini fritti e marinati, la zuppa con le uova di regina, gli gnocchi al sugo di luccio, i risotti e la tinca ripiena. E non mancano neanche le feste e le sagre che, specie nei mesi che anticipano l’inverno, animano le splendide cittadine medievali sparse lungo tutto il territorio. Come la Festa della Castagna a Piegaro in provincia di Perugia dal 2 al 12 ottobre o la Festa del Bosco a fine ottobre a Montone o la manifestazione “ Trasimeno d’Autunno” che si svolge dal 17 ottobre all’8 dicembre nei comuni del comprensorio del lago come Castiglione Del Lago, Città Della Pieve, Magione, Paciano, Piegaro, Panicale, Passignano sul Trasimeno e Tuoro sul Trasimeno. Per chi vuole viaggiare senza fretta e preferisce decidere il proprio itinerario lungo la strada anche l’auto ( potreste prenderne una a noleggio alla Stylo Rent a Car per esempio) è una possibile soluzione per esplorare il territorio di questa splendida regione.  L’itinerario che Utility Magazine vi propone potrebbe aver inizio a Montone, uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Lungo la strada da Tiferno a Gubbio sorgono numerosi castelli fortificati, fra i quali la Rocca d’Aries, a sei chilometri da Montone. La tradizione vuole che da questo fortilizio sia partita la famiglia Fortebracci per dare luogo all’edificazione di Montone e del castello. Il borgo comunica con l’esterno attraverso le porte del Verziere, del Monte e del Borgo Vecchio. Il rione fa da splendida cornice ad uno dei monumenti più insigni di Montone: la chiesa e l’annesso Convento di San Francesco. In questo splendido paese esistono ancora molte botteghi di ricamatrici all’uncinetto e al tombolo, che perpetuano una tradizione iniziata dalle suore di clausura di Santa Caterina. Se decidete di deliziare il vostro palato qui, non esitate a sedervi ai tavoli della Locanda del Capitano dove potreste anche pernottare. L’antica dimora venne costruita nel 1200 e fu la casa del famoso Capitano di Ventura Braccio Fortebracci. La Locanda del Capitano nacque nel 1997 quando Giancarlo e Carmen Polito decisero di iniziare la loro vita insieme in questo delizioso borgo dell’Umbria. Alla Locanda del Capitano è possibile frequentare uno dei corsi di cucina, partecipare alla caccia al tartufo con i cani o rilassarsi con una partita a golf nel vicino Golf Club di Antognolla. Proprio da Montone una bellissima strada panoramica che per un tratto costeggia il Trasimeno porta a Castiglione del Lago, capoluogo del Comprensorio del Trasimeno, dove in alcuni fine settimana (10 e 11 ottobre, 7 e 8 novembre, 12 e 13 dicembre) si svolge l’interessante kermesse “ Antiquaria”. Dall’1 al 5 novembre, inoltre, si svolge “ Piaceri di Lago”, una serie di appuntamenti gastronomici tra natura, arte e spettacoli.  Dovreste percorrere a piedi la bella cittadina medioevale e lasciare l’auto fuori dalle mura. Da vedere qui, la Rocca del Leone, un’antica fortezza, e il Palazzo della Corgna. Scendendo dall’antico borgo, incastonato tra splendide colline di uliveti e viti, vi troverete davanti lo spettacolo del Lago Trasimeno. Per la gioia degli appassionati della bici e proprio circolo enogastronomico nato dalla fantasia e dalla genialità del suo fondatore “chef per vocazione”, maremmano per nascita, Riccardo Ceccarelli che potrà farvi assaporare piatti unici della cucina umbra e toscana, in un carosello ricco di sapori intriganti, e gustare nei periodi di ricerca, selvaggina, tartufi e funghi. Il grande specchio d’acqua del lago si colloca in un ampio bacino aperto ad ovest verso la Valdichiana e dagli altri lati racchiuso da un anfiteatro di dolci colline che si alternano a zone pianeggianti lungo le sue sponde. Posta in un’area di confine tra Umbria e Toscana, le città e i centri storici riflettono l’intreccio e le contaminazioni tra le due regioni nel paesaggio collinare, nei sapori della cucina e nelle tradizioni. Nel lago Trasimeno sono presenti tre isole ovvero, in ordine di grandezza, la Polvese, la Maggiore e la Minore. L’ isola Maggiore è l’unica isola abitata in maniera stabile, conta infatti 35 abitanti (dati Istat, 2001) ed ha una superficie di 24 ettari. L’isola è collegata con la terraferma da un servizio di traghetti verso i paesi di Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno e Castiglione del Lago. Una fitta rete di sentieri copre l’isola intera, dipanandosi attraverso una macchia di ulivo, leccio, pino, cipresso, pioppo e altre varietà mediterranee. L’isola Polvese è situata nella parte sud-orientale ed è l’isola più estesa delle tre. Dal 1995 la Provincia di Perugia, l’ha dichiarata parco scientifico-didattico e vi svolge attività di ricerca scientifica, di sperimentazione e di didattica ambientale. Potreste decidere di visitare il lago su un silenzioso battello elettrico dell’ Oasi La Valle, gestita da Legambiente.  Lasciatovi alla spalle il Trasimeno potreste proseguire per i borghi di Panicale, Paciano e Bentivegna e, dopo aver visitato Perugia, continuare fino a Montegabbione, Ripabianca e Montefalco, dove nel duecentesco rione di Colla Mora, si trova la Chiesa di San Francesco dove sono conservate tavole e affreschi del Perugino. A Perugia, cominciate la vostra visita a piedi della città da piazza IV Novembre, tra i punti più elevati del colle dove sorge Perugia. Qui si erge la monumentale Fontana Maggiore uno dei più alti esempi di scultura duecentesca opera di Nicola Pisano e del figlio Giovanni e si affaccia il gotico palazzo dei Priori, di cui fanno parte la Sala dei Notari, il Collegio del Cambio e della Mercanzia oltre alla Galleria Nazionale dell’Umbria che custodisce le più pregevoli opere d’arte del territorio umbro, tra cui quelle del Perugino e del Pintoricchio. Dopo il ponte Vecchio, seguendo il percorso lungo il fiume Tevere, si oltrepassa l’aeroporto di Sant’Egidio e si giunge, dopo aver attraversato i centri abitati di Bastiola e Bastia, nella principale piazza di Santa Maria degli Angeli. L’omonima basilica, edificata per custodire la cappella della Porziuncola, è il luogo dove san Francesco comprese la sua vocazione e fondò l’ Ordine dei Frati Minori nel 1209. Sulla strada che da Montone porta a Spello è inevitabile fare una breve deviazione per trascorrere una giornata ad Assisi e, se voleste, proseguire fino a Norcia. Giunti ad Assisi, iniziate il vostro tour da piazza San Rufino, dove si trova la chiesa omonima. Proseguendo per via del Torrione, si arriva in piazza Matteotti.  Proseguendo si giunge alla basilica di San Francesco, cuore del francescanesimo. Formata dalla sovrapposizione di due chiese e dalla cripta, dove è conservato il corpo del santo, è da secoli meta di pellegrinaggi. L’interno custodisce capolavori di alcuni tra i maggiori artisti di tutti i tempi quali Cimabue, Giotto, Pietro Lorenzetti e Simone Martini. Se decidete di ripercorrere i passi di San Benedetto nei dintorni di Norcia tra antri leggendari, spelonche isolate e boschi sacri, preparatevi a visitare luoghi unici, dove il silenzio e la bellezza del paesaggio v’inviteranno alla meditazione. A Norcia, nella piazza principale, sorge l’antica chiesa di San Benedetto, eretta nell’XI secolo sull’area dove, secondo la tradizione, sorgeva la casa dei coniugi Anicia, in cui nacquero Benedetto e la gemella Scolastica, fondatrice del parallelo ordine femminile. Se decidete di passare una notte a Norcia e cenare nella patria di San Benedetto, scegliete Palazzo Seneca: l’atmosfera che si vive in questa residenza cinquecentesca di charme è davvero magica. Qui la famiglia Bianconi ha predisposto per i propri ospiti una vera e propria “casa in un palazzo umbro”: letti a baldacchino, poltrone di pelle, il centro benessere, la biblioteca e il giardino interno, senza dimenticare i due ristoranti d’eccellenza, Vespasia e Palazzo Seneca Lounge, nelle mani dello chef Flavio Faedi, trasformeranno il vostro soggiorno a Norcia in un’esperienza mistica. Quando si dice tra sacro e profano. Per l’appunto.
UTILITY UMBRIA
SAGRE E FESTE"La Festa del bosco"a fine ottobre, Montone. "La Sagra della Castagna", Piegaro dal 2 al 12 di ottobre "Giornate per la valorizzazione dello zafferano, Il Croco di Pietro Perugino", Città Della Pieve dal 23 al 25 ottobre. "Trasimeno d'autunno" dal 17 ottobre all'8 dicembre. A Castiglione Del Lago, Città Della Pieve, Magione, Passignano Sul Trasimeno, Panicale, Paciano, Piegaro e Tuoro Sul Trasimeno. "Soul Christmas 2009", concerti Blues e gospel dal 24 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010. Anteprima 8 dicembre. A Castiglione Del Lago, Città Della Pieve, Magione, Passignano sul Trasimeno, Panicale, Paciano, Piegaro e Tuoro Sul Trasimeno. Per maggiori info www.trasimenoblues.net. Presepe vivente a Passignano Sul Trasimeno e Pozzuolo (Castiglione Del Lago), dal 24 e 26 dicembre 2009 e 1, 6 gennaio 2010. Presepe Monumentale a Città Della Pieve dal 25 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010.
WHAT TO DOComprensorio del Trasimeno Per informazioni turistiche: Piazza Mazzini, 10 - Castiglione del Lago (PG) Tel. +39 0759652484 - Fax +39 0759652763
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
Comune di Montone Ufficio Informazioni Piazza Fortebraccio, 3 - Montone (PG) Tel. +39 0759306427 Fax +39 0759307121
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
Centro visita Oasi "La Valle" Legambiente Umbria - Perugia San Savino di Magione Il costo del biglietto per il battello è di 6 euro Tel. e Fax +39 0758476007 Golf Club Antognolla Strada San Giovanni del Pantano - Antognolla (PG) Tel. +39 0756059562 www.antognollagolf.com
LUNCH & SLEEPLa Locanda del Capitano Via Roma 5/7 06014 Montone - Perugia Tel. +39 0759306521 - +39 0759306455
This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
www.ilcapitano.comLocanda Poggioleone Via Indipendenza 116/b - Pozzuolo di Castiglione del Lago (PG) Tel. +39 075959519 - Fax +39 075959609. www.locandapoggioleone.itLocanda del Principato Viale 2 Agosto - Rione Badiali 34 - Panicarola Castiglione del Lago (PG) Tel. 075.9680220 www.locandadelprincipato.comPalazzo Seneca Ristorante Vespasia Via Cesare Battisti, 12 - Norcia Tel. +39 0743817434 www.palazzoseneca.com
|
|
Sicily on the road: il format su due ruote |
|
|
|
|
Written by Laura Palumbo
|
|
There are no translations available.
Due elementi un unico obiettivo. Scoprire la Sicilia attraverso le due ruote. Il progetto " Sicily on the road" si propone di promuovere il territorio attraverso gli occhi dei centauri. Un viaggio di dieci giorni svolto lo scorso maggio, sotto i vigili occhi delle telecamere della troupe televisiva, alla scoperta dei luoghi turistici e commerciali e le zone, altrettanto belle e fascinose, meno battute dal turismo di massa.
|
|
Read more...
|
|
La stazione indossa l'abito da sera |
|
|
|
|
Written by Junio Tumbarello
|
|
There are no translations available.
La stazione si trasforma in un living. Da semplice nodo d’interscambio di traffico e trasporto a luogo di confronto e scambio culturale. Centostazioni S.p.a, la società guidata dall’ingegnere Paolo Simioni nata dalla partnership tra Ferrovie dello Stato e la società Archimede 1, sta riqualificando 103 stazioni ferroviarie che appartengono alla storia del nostro Paese, per restituirle al loro naturale ruolo urbano, sociale ed economico. Sono numerosi gli edifici ferroviari situati nel cuore delle principali città italiane che sono al centro di una trasformazione in divenire che li sta restituendo ai cittadini e ai viaggiatori al massimo delle proprie potenzialità, sia come luoghi urbani di attrazione, sia come piazze di scambio animate dalla presenza di attività commerciali e terziarie. Un processo possibile grazie alla graduale liberalizzazione del settore, avviata dalle Ferrovie dello Stato a partire dal 2002, con la cessione di questi edifici da parte di Rete Ferroviaria Italiana, alla società Centostazioni per la loro ristrutturazione, valorizzazione e gestione. Sono già 47 le stazioni del network che sono state riqualificate e riaperte al pubblico; in 23 edifici sono in corso i lavori di restyling; 26 nuove progettazioni sono terminate ed è in corso lo sviluppo delle relative gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori a ditte esterne; infine, altre 7 progettazioni sono in fase di elaborazione per avviare nuovi cantieri. Un’innovativa idea di stazione caratterizza gli spazi interni e le strutture diventano più leggere e luminose grazie all’impiego di materiali come vetro e acciaio. Ne sono un esempio l’ascensore panoramico di Milano Porta Garibaldi, i lucernai e le boiseries di Alessandria, le nuove biglietterie di Trieste che uniscono alla trasparenza del vetro il pregio di basamenti e pareti in marmo, così come i pavimenti e rivestimenti interni degli edifici ristrutturati, realizzati in pietre naturali o ricomposte, a colorazione chiara. A cambiare è soprattutto il concetto di attesa: vengono individuati spazi di aggregazione, incontro e informazione dotati di ogni comfort, adeguata climatizzazione e illuminazione.
|
|
Read more...
|
|
Written by Junio Tumbarello
|
|
There are no translations available.

Torino ha un'anima complessa. Torino città operaia. Torino città della Fiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà. Così l'aveva definita Arrigo Levi. Oggi, come allora, la città della Mole ha mille facce, mille lati più o meno nascosti, mille qualità che la pongono al centro d'Europa. Un territorio che nei secoli ha visto incontrarsi all'ombra di castelli, torrioni e regge, dame e cavalieri provenienti dai regni più importanti e che da qualche anno riaccende le luci dentro queste storiche dimore con spettacoli, eventi e kermesse di ogni genere. Proprio nella splendida cornice delle dimore sabaude e in altre importanti sedi piemontesi, dal 10 al 26 luglio, il festival Teatro a Corte, alla sua terza edizione, propone un cartellone di spettacoli delle migliori compagnie europee. Utility, prendendo spunto da questi eventi, vi accompagna in un viaggio fantastico dentro questo territorio. Dominanti le colline, la pianura o la montagna, isolati nel verde di parchi e giardini oppure avvolti dal calore dei borghi, i castelli restano tra le pagine più emozionanti per leggere questi bellissimi luoghi interpretandone lo spirito. Qui ogni fregio parla di arte e ogni torre documenta un passato ricco di storia: visitando questi preziosi manieri si rivivono epopee, avvenimenti politici e leggende in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio, dal rigore del Medioevo al fasto dei Savoia.
|
|
Read more...
|
|
Viaggio nel cuore di Torino, tra arte e magia |
|
|
|
|
Written by Fabio Mazzarella
|
|
There are no translations available.
 Dalla Sicilia al Piemonte con furore. La “Stylo Rent a Car SRL” sbarca a Torino, una metropoli industriale, la prima in Italia, la sola per molto tempo. Nel capoluogo piemontese, si trova un’atmosfera strana e sfuggente, ricca di eleganza e carica di mistero che conferisce a questa città dall’aspetto tranquillo un fascino che sorprende. Iniziamo questo tour virtuale di Torino dal cuore della parte antica della città: la celebre Piazza Castello (progettata nel 1584 da Vitozzi), che prende il nome dall’imponente castello che sorge nel suo centro, Palazzo Madama. L’edificio fu ricavato, in epoca medioevale, dalle vecchie porte romane ed in seguito, fu ristrutturato con l’aggiunta della imponente facciata settecentesca a opera dell’architetto Juvarra. Sulla piazza si trovano anche il Palazzo Reale dei Savoia, il Teatro Regio, il Palazzo della Giunta Regionale, quello della Prefettura, delle Segreterie, l’Armeria e la Biblioteca Reale dove sono conservate opere di Leonardo da Vinci. Adiacente alla piazza si trova il Duomo di origine rinascimentale dedicato a San Giovanni Battista ed eretto nel 1491-98. All’interno, nella cappella barocca è conservata la teca d’argento che contiene la Sacra Sindone. La facciata del Duomo dà sulle Porte Palatine che in antichità facevano parte delle costruzioni che difendevano la città romana Augusta Taurinorum e in seguito furono una fortezza medioevale, il Palatium, da cui prendono il nome. Il Museo del Cinema, inaugurato nel 1958, illustra lo sviluppo della cinematografia e della fotografia (tramite apparecchi e documentazioni) ed è situato all’interno della Mole Antonelliana, uno dei simboli più conosciuti di Torino, la cui guglia alta 167 metri domina la città. Oggi, un impressionante ascensore panoramico porta direttamente sotto la guglia.
|
|
Read more...
|
|
Lo Spasimo e il film incompiuto di Fellini |
|
|
|
|
Written by Laura Inglese
|
|
There are no translations available.
 “Il Viaggio di G. Mastorna”, sceneggiatura di Federico Fellini, mai divenuto film, racconta la storia di un viaggio nell’Aldilà. “Il tema è vecchio come il mondo -afferma Federico Fellini- a dirla in due parole, è la storia di uno che è morto e non lo sa. Un viaggio immaginario, ma in una dimensione sensorialmente realissima, ed esteriormente normale, a parte qualche piccolo dettaglio sospetto. È la storia del viaggio, via via sempre più strano, sempre più inquietante, di un orchestrale emiliano-romagnolo: il violoncellista Giuseppe Mastorna, che da Amburgo, con un grosso aereo di linea, deve raggiungere l’Italia, atteso com’è a Firenze per un concerto”.
A causa di una tempesta, l’aereo effettua un atterraggio di emergenza portando in salvo i passeggeri, ma è solo un’illusione…sono tutti morti. In un primo momento il protagonista non si rende conto di cosa sia realmente accaduto, luoghi e persone sembrano appartenere alla vita di tutti i giorni, ma dopo un susseguirsi di eventi capisce di essere morto. Incontra persone che hanno segnato la sua esistenza, luoghi della sua infanzia. Può salvarlo solo l’individuazione di un momento della sua vita in cui è stato se stesso. Una volta trovato, Mastorna, può proseguire il suo viaggio. Si ritroverà in una città dalle fattezze somiglianti a Firenze, è Firenze. Ripresa la sua vita, entra nel teatro dove a breve si esibirà; nella fossa d’orchestra: i suoi colleghi; su un palchetto: sua moglie; per le strade della città: la vita di tutti i giorni. “Mi ero convinto che quel film soggiacesse ad un oscuro destino avverso, e lo avevo accantonato, rimosso. Ma di tanto in tanto riaffiorava dentro di me come da una sorta di limbo, alla stregua di un fantasma, di un sogno ossessivo, di un’ombra spettrale e sfuggente. Con quel film avrei voluto liberare l’uomo dall’idea della morte, ma poco ci mancò che non liberasse me dall’idea della vita, anzi della vita stessa. Fui infatti sul punto di morire”. Con queste parole, durante un’intervista rilasciata nel 1970, il regista rievoca uno dei non-film più conosciuti e discussi nel mondo del cinema. Il viaggio di G. Mastorna è sempre stato avvolto da un alone di mistero, dal concepimento alla non-realizzazione.
|
|
Read more...
|
|
|