| Torino rende omaggio al bagaglio con una mostra |
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| Written by Elisabetta Cannone |
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There are no translations available. ![]() A ciascuno il suo. Perché ognuno ha un modo diverso non solo di intendere il vaggio ma anche il bagaglio, cosa usare per conservare e trasportare abitit, libri, musica, souvenir. Un oggetto che rivela periodi storici, ma anche personalità e attitudini tra chi è essenziale e minimalista anche nella sua preparazioen e chi invece tende a portare cin sé tutto, pena poi doversi sedere sopra la valigia per poterla chiudere. Per chi volesse consocere a fondo questo immancabile e indispensabile compagno di viaggio, può vistare la mostra "l'uomo con la valigia" di Torino, un allestimento che rappresenta un omaggio alla storia del bagaglio e che è allestita al Borgo e Rocca Medievale di Torino, fino al 10 maggio.
L'esposizione, curata da Paolo Novaresio - grande esploratore e attento osservatore del rapporto tra uomo e ambiente - è un percorso affascinante che dà ai visitatori la possibilità di "frugare" nei bagagli e tra gli oggetti, scoprendo i passaggi dell'evoluzione del modo di viaggiare dall'Ottocento a oggi. Borse, gerle, fagotti di pelle animale, scarselle in cuoio, bauli, cappelliere, recipienti in terracotta; morbide, rigide, pieghevoli, da portare a spalla, a tracolla, a mano o da trascinare. E, ancora, grandi, piccole, per muoversi in treno, aereo, cammello, mongolfiera o a dorso di mulo.
Si scopre così un incredibile elenco di modelli e materiali che raccontano popoli, abitudini e culture. C'è la sacca del pellegrino, simbolo di sobrietà e rinuncia al superfluo, ciò che sta agli antipodi della valigia del turista moderno, grande, ingombrante e super accessoriata, con le ruote e lucchetto antifurto. Il tipico bagaglio che contiene abiti per un mese anche quando il soggiorno è di tre giorni. Massima razionalizzazione dello spazio nella 24 ore del business man: pochi indumenti, kit da barba, documenti e agenda. Quasi sempre nera, sobria ed elegante, da non imbarcare mai in aereo. Un percorso che porta indietro nel tempo, dove si incontrao i bagagli mitici, dai bauli finemente decorati - usciti di scena nel 1959, anno del decollo del primo Boeing 707 destinato al trasporto passeggeri - alle valigie di cartone degli emigranti. Lo zaino con sacco a pelo del globe trotter ha segnato, invece, l'epoca degli anni Settanta, introducendo il concetto di viaggio come iniziazione. La sezione Bagagli d'altri Mondi, ospitata nella Casa di Frossasco del Parco del Valentino, è dedicata ai nomadi Tuareg, alle traversate sahariane e ai bagagli dei carovanieri. Questo è il regno del minimo indispensabile: pugnale, teiera, fornello a carbonella e una stuoia. Ma anche amuleti e reliquiari portafortuna, comfort spirituali di prima necessità . Tante le iniziative organizzate in occasione della mostra non mancano le visite guidate, conferenze e presentazioni di libri a tema. Fino all'8 marzo, il Museo Nazionale del Cinema (tel. 011.81.38.599) organizza la rassegna "Cinema e Viaggio", ogni lunedì. Si inizia con Alice nella città di Wim Wenders per finire con i Diari della motocicletta di Walter Salles. L'uomo e i suoi bagagli è invece il titolo del concorso fotografico online. Scopo è immortalare l'infinita varietà delle valigie esistenti, nella loro accezione più ampia, dall'uso al trasporto. Dieci premi in palio, dal trolley trasformabile in zaino al set travel con poggiatesta gonfiabile e mascherina da notte (foto da spedire entro il 20 aprile 2010).    |