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A New York sfila la moda punk di Diesel PDF Print E-mail
Written by redazione   
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Un modello punk della Diesel alle sfilate newyorkesiLe sfilate newyorkesi sono sempre più luogo di "battaglia" fra blogger e giornalisti, dove a scontrarsi sono gli "invii" veloci contro sguardi sprezzanti. E ancora gli Smart phone contro bloc notes. In palio a questa sfida ci sono le prime file e l'attenzione degli stilisti. Una delle protagoniste, per esempio, è Tavi Gevinson 13 anni, bionda platino, enormi occhiali, cerchietti improbabili e abiti sempre troppo grandi e sempre troppo pomposi. L'effetto è di una acida vecchietta senza una ruga e con occhi limpidi. Ma quando pende il microfono in mano la folla si sposta. Gli stilisti si sciolgono, a volte ignorando le attenzioni di tv e giornali. Lei che incalza e loro seri che rispondono. Il suo "style rookie" è quanto di più cool ci possa essere sulla rete oggi.
Poi c'è Bryanboy e Krystal Simpson e tanti altri fra i 14 e i 25 anni, tipi strani non poco che a queste sfilate - si è capito - hanno cominciato a contare parecchio. E può succedere che Marc Jacobs (spettacolare la sua interpretazione del militare per Marc by Marc) dedichi perfino una borsa a uno di loro e li abbracci felice quando li incontra o un Renzo Rosso dica "per noi oggi il web è vita". E se la ride, il patron di Diesel. Quel mondo lui lo conosce bene, che ci ha creduto fra i primi. Una scommessa vinta, come tante che l'imprenditore ha giocato e portato a casa. Ora un'altra quella di provare ad affidare a una stilista vera la sua «Diesel black gold» che così è tornata a sfilare. Sophie Kokosalaki, classe 1972, greca, principessina del drappeggio e del plissé con il jeans se la cava, ma è il mondo di Rosso che la influenza più che il contrario. Così l'impronta è fortemente punk e moto e ribelle: jeans skinny e chiodo di vintage, borchie e corsetti, tacchi a spillo e maglie candeggiate. Un film completamente diverso da quello visto sino ad ora. Più aggressivo e meno rassicurante. Forse too much, ora. Ognuno porta acqua al proprio mulino, così c'è chi rincara: "Tutto ciò che è stretto, strizzato oggi è out" dice Michael Kors, fra gli storici designer yankee con i suoi trent'anni di marciapiede, basta pantaloni a pelle e bustier.

Maglioni avvolgenti, pantaloni over, cappe ed enormi colli, pelli morbide come velluto. Tutt'al più qualche sandalo-stivale aggressive o bagliori metallici qua e là. Anche da G-Star tutto è comodamente over e moderno e colorato e sportivo: giallo, rosso e verde per parka, coat, trench, picot e poi jeans che sono bragoni e camicie check e abiti di maglie impalpabili. Al capitolo incorreggibili romantici Narciso Rodriguez, nero e grigio e giochi di tagli e rotondità per una serie di abiti al ginocchio moderni e svelti. Gran lavoro sulle strade del Messico da Rodarte, un folk modernissimo fatto di piccoli pezzi facilmente mixabili con stile: dai leggings di pizzo, alle mini colorate, agli abiti ricamati. Mix&match di maschile e femminile, forza e leggerezza da Tibi, così lunghi abiti strutturati e corte giacchine, tubini di paillette di pelle e coat di feltro e pelliccia.

 

 

 

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