| Paese che vai cucina che trovi |
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| Written by redazione |
| Wednesday, 09 June 2010 12:47 |
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There are no translations available. Per conoscere un luogo bisogna mettersi a tavola. Mangiare i piatti tradizionali per capirne e carpirne le usanze, le tradzioni, la storia. E ogni paese ha il suo piatto forte che lo identifica nel mondo: sushi, tortillas, tapas e paella, solo per citarne alcuni. Prelibatezze che stucciano il palato e coinvolgono i sensi. Ma non sempre è così. Oltre le frontiere ci sono anche esperienze diverse che possono far fare esperienze mai provate. E' il caso delle aringhe fermentate Surströmming, una vera e propria specialità del Nord della Svezia. Lo strömming (l'aringa baltica) infatti dopo essere stato pescata, viene immersa per qualche settimana in barili di salamoia, per poi proseguire la fermentazione direttamente in un contenitore di latta. Difficile descrivere a parole l'odore che si sprigiona aprendo il barattolo che la contiene.Per chi, come noi italiani, è abituato all'aroma del caffé e sedotti dal profumo del pane appena sfornato, superare lo 'scoglio' di un odore così forte potrebbe non essere così facile. Tre consigli per i più audaci: aprire il barattolo solo in luoghi aperti, tapparsi il naso e preparare parecchi bicchierini di potentissima acquavite, da bere subito dopo, o anche prima, qualora il coraggio venisse meno.
Stesso dicasi per il kæstur hákarl, lo squalo fermentato che potete assaporare in Islanda. Per la preparazione tradizionale di questa 'prelibatezza' occorrono diverse settimane: prima viene lasciato fermentare in una buca scavata nella sabbia, poi, una volta estratto, viene tagliato a fettine, appeso e lasciato essiccare. Ha un odore peggiore dell'ammoniaca e un sapore 'per stomaci forti'. Non stupisce quindi che mangiare questo tipo di cibo venga considerato un atto di coraggio. Per gli amanti del pesce ‘fresco' invece, imperdibile un bel piatto di sannakji in Corea, non a caso gradito dalle comitive di uomini decisamente brilli. Si tratta di un piatto di piccoli polpi serviti ancora vivi, conditi giusto con dell'olio di sesamo. La ‘stranezza' consiste anche nell'attenzione con cui questa ‘specialità ' deve essere degustata. Bisogna infatti masticare lentamente e in molto modo accurato per evitare che le ventose si attacchino alla gola, provocando pericolosi soffocamenti. Servito nei migliori ristoranti coreani, se vi trovate a Seoul potete comprarli anche da soli presso il Noryangjin Fish Market, il più grande mercato del pesce di tutto il paese. L'Oriente è famoso per le sue ‘particolarità ' gastronomiche e la Tailandia sembra essere la destinazione migliore per gli amanti degli insetti. Basta camminare lungo la strada per trovare venditori ambulanti di scarafaggi, grilli o vermi. Uno snack fuori pasto ricco di proteine e vitamine, solitamente venduto fritto e spesso con un sapore non molto diverso da un più ‘usuale' snack croccante. L'entomofagia, il nutrirsi degli insetti, è comunque una pratica molto diffusa e sostenuta dai nutrizionisti e dalla Fao, che considerano questa fonte nutritiva un'alternativa alimentare preziosa. Anche in questo caso si ritiene sia solo una questione di tempo. Alle critiche purtroppo non sfuggono neanche i dolci. A far parlare di sé è il mämmi, il dolce pasquale tradizionale della Finlandia. Da queste parti invece della colomba si preferisce questo dessert a base di farina di segale e malto. A frenare gli entusiasmi in questo caso è l'aspetto, che molliccio e marrone ricorda ben altro.      |
| a cura di inTopic.it |