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Scarpetta De Filippo: una famiglia speciale PDF Print E-mail
Written by Giovanni Caraccio *   
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Eduardo De Filippo e PulcinellaScrivere di Teatro italiano non avrebbe alcun senso se non si facesse riferimento a quella famiglia napoletana che, dalla metà del XIX secolo e fino ai giorni nostri, ha prodotto con continuità alcuni tra i "mostri sacri" dei nostri palcoscenici: la famiglia Scarpetta e la sua naturale prosecuzione con la famiglia De Filippo.

Quando, nel 1984, insieme agli amici della Compagnia amatoriale "Baracca & Burattini" cominciammo a rappresentare le commedie di Eduardo Scarpetta nei teatri romani, la gran parte del pubblico non conosceva molto di questo Autore. Solo alcune delle sue opere (Miseria e Nobiltà, Il Medico dei Pazzi, ‘Nu Turco Napulitano) erano state offerte al grande pubblico attraverso la rivisitazione cinematografica, con il supporto della mitica interpretazione del grande Totò; ma talvolta non era neanche nota l'origine teatrale di tali opere, e taluni pensavano fossero nate come sceneggiature per il grande schermo.

Col passare degli anni, sempre più spesso, nelle sale romane ed in tutta Italia le opere di Scarpetta sono andate comparendo nei cartelloni dei Teatri, attraverso le rappresentazioni di nomi più o meno noti, e con un repentino crescendo di consenso di pubblico. E insieme alle rappresentazioni teatrali, sono andate intensificandosi le trasmissioni televisive di alcune pièces di Scarpetta, così come le ricerche biografiche su questo grande Autore e sulla sua famiglia.

Forse una parte importante, in questo rapido processo di benevola rivisitazione dell'opera di Scarpetta, va attribuita all'ufficializzazione della paternità naturale di Eduardo Scarpetta dei tre fratelli De Filippo (Titina, Eduardo e Peppino), paternità mai resa pubblica prima della scomparsa di Eduardo, nel 1984; eppure non smettiamo di stupirci Eduardo Scarpettaquando pensiamo che i tre De Filippo - che hanno notoriamente rappresentato una pietra miliare per il Teatro italiano del Novecento - nacquero dalla relazione (tanto extra-coniugale quanto stabile) che Eduardo Scarpetta ebbe con Luisa De Filippo, nipote molto giovane di sua moglie Rosa e sarta di scena della sua Compagnia. Dai componenti della Compagnia, infatti, i tre figli di Luisella - spesso affettuosamente intrattenuti dietro le quinte dei vari Teatri durante le numerose rappresentazioni -  venivano goliardicamente chiamati "i figli del bottone", facendo riferimento al fatto che Scarpetta li aveva concepiti con la scusa di farsi ricucire un bottone dalla sartina di scena. Non si fa fatica, perciò, a capire da chi i tre De Filippo avessero ereditato l'immensa capacità artistica. Secondo fonti attendibili, anche il poeta Ernesto Murolo (1876-1939), padre dell'altrettanto noto musicista Roberto, era un figlio naturale di Scarpetta, così come pure i fratelli Pasquale ed Ernesto Passarelli (nati da Anna De Filippo, sorellastra della moglie Rosa), in seguito scritturati come attori nella Compagnia dei De Filippo; da ciò si evince (oltre che l'evidente "turbolenza" dell'Artista) la prolifica distribuzione di genìa artistica nella sua numerosa prole, tra cui svetta, se non altro per il suo status di "figlio legittimo" (nato cioè nell'alveo del matrimonio tra Eduardo Scarpetta e sua moglie Rosa), Vincenzo Scarpetta (meglio noto come Vincenzino), autore di alcune commedie di successo, in particolare di "'O Tuono ‘e Marzo", ripresa più volte dal fratellastro Eduardo.

Laddove si incontrasse il favore del lettore, sarà un piacere scrivere qualcosa in più su Eduardo Scarpetta e suo figlio Vincenzo, sul teatro scarpettiano in generale, sui fratelli De Filippo e sull'ambiente teatrale partenopeo a cavallo tra l'800 ed il ‘900, che probabilmente rappresentò la più alta espressione artistica popolare, attraverso generi teatrali quali il Café Chantant, il Varietà, l'Avanspettacolo, la Sceneggiata, ecc..

(*): Attore non professionista della Compagnia Amatoriale "Baracca & Burattini" di Roma, ed appassionato di storia del Teatro napoletano.

 

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