| Townshend lascerà gli Who se l'orecchio non guarisce |
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| Written by redazione |
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There are no translations available. ![]() Potrebbe essere a un bivio la carriera di Pete Townshend. Il chitarrista degli Who potrebbe decidere di lasciare il gruppo se il disturbo all'orecchio di cui soffre continuerà a peggiorare. Il leggendario chitarrista combatte, infatti, da anni contro il tinnitus e il fastidio, che sembrava attenuato, ha ripreso a tormentarlo durante la preparazione del musical "Floss". Un fastidio talmente insopportabile da costringerlo a prendere in considerazione l'idea di lasciare definitivamente la band e la musica dopo 46 anni di carriera. E pensare che due settimane fa la performance degli Who al Super Bowl (un medley di 12 minuti) è stata salutata come un vero e proprio evento musicale, lasciando presagire un 2010 ricco di impegni per Roger Daltrey e Townshend, che avevano in programma un tour in primavera e una serie di apparizioni ad alcuni festival jazz. Ma l'orecchio malato del chitarrista ha fatto saltare i loro piani. "Se il mio udito continuerà ad essere un problema - ha spiegato Townshend a rollingstone.com - non ritarderemo semplicemente gli show, ma li cancelleremo proprio, perché non vedo davvero come si potrebbe aggirare l'ostacolo".
Il fastidio di cui soffre Townshend si chama tinnitus, nome latino dell'acufene, ed è una patologia che colpisce l'orecchio umano, portandolo a percepire rumori costanti, in forma diversa (che siano fischi, ronzii, pulsazioni o fruscii) ed è causata da molteplici fattori, uno dei quali è l'esposizione continua a suoni di forte intensità (come nel caso del chitarrista) che provocano una progressiva perdita dell'udito. Quando il danno diventa definitivo, non solo non si perde l'udito, ma nell'orecchio si forma un ronzio permanente, che si accompagna al fenomeno del recruitment ("rafforzamento") che abbassa la soglia di fastidio alla presenza di un rumore molto forte. In pratica, si sente dolore molto prima degli altri. Per il chitarrista degi Who, qualche speranza potrebbe essere legata all'utilizzo dell'in-ear monitor, una specie di cuffiette anti-rumore, come gli ha suggerito lo specialista consigliatogli da Neil Young. Il chitarrista sperimenterà il dispositivo nell'unico concerto fissato per il 2010 e non cancellato, ovvero lo show di beneficenza del 30 marzo a Londra, durante il quale gli Who eseguiranno per intero il doppio album, "Quadrophenia". "Sarà un buon test per l'udito di Pete - ha detto Daltrey a "Rolling Stone" - ma non sapremo se funzionerà fino a quando non lo proverà ". Che però non ci sia da illudersi troppo anche troppe illusioni nonostante l'utilizzo di queste cuffie, ne è convinto il professore Claudio Albizzati, responsabile del Servizio Otorinolaringoiatria Multimedica di Milano. "Cure vere e proprie per l'acufene non ve ne sono. Le medicine fanno poco, per non dire nulla, e gli stessi 'mascheratori', che sono simili agli apparecchi acustici e producono una serie di rumori bianchi o rosa, funzionano poco e male e sono più teorici che pratici. L'unico rimedio possibile è la prevenzione, ovvero non ascoltare la musica ad un volume altissimo, come invece purtroppo fanno oggi molti ragazzini con le cuffiette dell'ipod, né esporsi volontariamente a suoni di elevata intensità per lungo tempo. Solo il rispetto per le nostre orecchie può, quindi, aiutarci a tenere lontano l'acufene per il quale, lo ripeto, non c'è soluzione ma su cui, al contrario, c'è molta superficialità e disinformazione".      |