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Addio a Salinger autore del romanzo Il giovane Holden PDF Print E-mail
Written by redazione   
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Un'immagine dello scrittore J. D. Salinger

Il suo romanzo Il giovane Holden ha rappresentato per molte generazioni, da quando uscì nel 1951, un simbolo di ribellione, di inquietudine per chi ha attraversato la cosiddetta "linea d'ombra" tra l'età dell'infanzia e quella dell'adolescenza. J. D. Salinger è morto a Cornish, nel New Hampshire, la cittadina dove ha trascorso gran parte della sua vita riservatissima. Un mito, morto a 91 anni, alimentato anche dalla sua esistenza misteriosa, fatta da un alone di segretezza, quasi di leggenda, che il suo amore per la privacy creò attorno a lui.

Sono molto poche nel corso dei decenni, le informazioni sulla sua attività di scrittore. E ancora meno quelle che riguardano la sua vita privata. Di Jerome David Salinger si sa che nacque a New York nel gennaio del 1919, che partecipò alla Seconda guerra mondiale, prendendo parte anche allo sbarco in Normandia e che nel 1953, due anni dopo l'exploit dovuto alla pubblicazione del suo libro più celebre, si spostò dalla Grande Mela al New Hampshire. È da questo momento che inizia una reclusione volontaria che si è conclusa solo con la sua morte. Nel 1955 sposò una studentessa, Claire Douglas, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt, e dalla quale fu lasciato nel 1966.

Negli ultimi cinquant'anni lo scrittore ha rilasciato pochissime interviste: una, nel 1953, a una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di La copertina del libro Il giovane Holden di J. D. SalingerCornish e un'altra, nel 1974, al New York Times. Nessuna, a meno che si ricorda, apparizione pubblica. E dal 1965 - anno in cui sulla rivista
New Yorker apparve il suo ultimo racconto - non ha mai pubblicato nulla. Esiste però una specie di leggenda, messa in giro da persone vicine al suo agente, sull'esistenza di una cassaforte piena di manoscritti inediti che avrebbero dovuto essere pubblicati dopo la sua morte.

Nell'attesa però, di Salinger rimane ciò che è stato pubblicato. A partire, naturalmente, dal romanzo che gli ha dato fama eterna: Il giovane Holden (titolo originale Catcher in the Rye), appunto. Un romanzo di formazione anomalo, la crisi precoce di un ragazzino di buona famiglia, insofferente a tutto, raccontata in presa diretta. Un eroe inconsueto, diverso dagli altri, un disadattato di lusso con cui tanti adolescenti, in tutto il mondo, si sono identificati. Tra gli altri suoi lavori, vanno ricordati Alzate l'architrave carpentieri, I nove racconti e Franny e Zooey. Tutti all'insegna del disagio esistenziale.

Un disagio che, probabilmente, spiega gli eccessi di riservatezza di Salinger. Soprattutto in un periodo in cui la vita si svolge prevalentemente davanti ai media, Salinger è stato davvero una mosca bianca. Una difesa a oltranza della sua vita privata che lo porto, negli anni Ottanta, perfino in tribunale per impedire la pubblicazione di una sua biografia. "Mi occupo di narrativa", disse al giudice, e poco altro. E poi di lui nessuna notizia, fino a quella della sua morte.

 

 

 

 

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